La storia di Giorgia Ranzato, scampata a 3 attentati terroristici

Giorgia Ranzato è una 25enne padovana; si trovava a Parigi nel 2015, a Bruxelles nel 2016 e a Strasburgo pochi giorni fa

Martedì sera a Strasburgo si è consumato l'ennesimo attentato di matrice jihadista. Un po' tutti, guardando le immagini dalla televisione, avranno provato ad immaginare che cosa si possa provare nel trovarsi nel luogo di un attentato, specialmente nei momenti in cui non si ha ancora una precisa idea delle reali dimensioni del fatto. C'è chi questa spiacevole sensazione l'ha provata già 3 volte negli ultimi 4 anni.

Parliamo di Giorgia Ranzato, una ragazza di 25 anni, assistente dell'europarlamentare Flavio Zanonato. Martedì sera si trovava proprio in compagnia dell'ex ministro dello Sviluppo economico al Parlamento Europeo di Strasburgo, mentre si stava tenendo una riunione sul tema del terrorismo: "Ironia della sorte, alle 20 eravamo alla riunione del gruppo dei socialisti democratici proprio sul terrorismo. La riunione è stata interrotta da una deputata che ci ha portato la notizia dell’attacco in corso".

Come tutti sapranno, parlamentari e assistenti sono rimasti all'interno del Parlamento fino a tarda notte, quando è stato possibile organizzare il loro rientro in albergo. Un'avventura sicuramente spiacevole che ha ricordato a Giorgia l'esperienza vissuta il 7 gennaio 2015, quando c'è stato l'attentato nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi: "Ero appena atterrata a Parigi. Il mio primo giorno di Erasmus è iniziato così, mentre dall’aeroporto raggiungevo l’appartamento in cui avrei abitato si stava consumando la carneficina nella redazione di Charlie Hebdo. Di fatto è stato l’attentato terroristico che ha dato l’avvio a una lunga stagione di attacchi".

Ironia della sorte il 22 marzo del 2016 Giorgia si trovava invece a Bruxelles, dove ha vissuto l'esperienza sicuramente più traumatica: "Ero in città da una decina di giorni appena. Avevo ottenuto un tirocinio alla delegazione della Regione Veneto dell’Unione Europea. Quella mattina mia cugina era diretta verso l’aeroporto, tornava a casa per Pasqua. Una delle due bombe esplose l’ha risparmiata per un soffio. Ero ancora in casa quando ho saputo che lei stava bene. So che sembra da incoscienti col senno del poi ma, ingenuamente, ho pensato che fosse sicuro prendere la metropolitana per raggiungere il mio ufficio. Ero nella zona di Maelbeek e stavo giusto scendendo le scale della metropolitana quando la telefonata di una collega mi ha fermata: era esplosa una terza bomba dopo le due dell’aeroporto in metro. Se fossi scesa avrei rischiato di essere travolta, era due fermate più in là, questione di minuti".

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