Capitano Ultimo: auto data alle fiamme sotto casa. Avvertimento?

capitano ultimo auto in fiamme sotto casa

Un'auto è stata data alle fiamme davanti alla falconeria del capitano Ultimo, il colonello Sergio De Caprio, l'uomo che ha catturato il boss dei boss di Cosa nostra Totò Riina il 15 gennaio del 1993. "È stato un avvertimento? Questo lo valuterà il prefetto di Roma. Noi leggiamo chiaramente in quello che è successo una assenza di sicurezza per i cittadini" ha commentato amaro il colonnello.

Accanto alla falconeria di De Caprio, alla periferia est di Roma, in via della Tenuta della Mistica, c'è una casa famiglia gestita dall'Associazione volontari capitano Ultimo che ospita minorenni. L'auto data alle fiamme, secondo le prime informazioni, è un'Audi rubata. L'episodio si è verificato intorno alla mezzanotte di ieri. Indagano i carabinieri.

Chi è il capitano Ultimo

Sergio De Caprio fu colui che strinse le manette ai polsi di Toto 'u curtu, indiscusso capo della mafia siciliana, morto il 17 novembre dell'anno scorso nel reparto detentivo dell'ospedale di Parma. Il capitano Ultimo era alla guida della squadra speciale del ROS carabineri, il Crimor, che arrestò Riina, latitante da 24 anni, davanti alla sua villetta di via Bernini a Palermo. Il boss era in una auto al cui volante c'era il suo autista Salvatore Biondino.

Del capitano Ultimo per ovvi motivi non esiste una foto pubblica. Classe 1961, sul suo profilo social la squadra del Crimor viene definita come composta da "carabinieri straccioni", cosa che lui spiegò così in un'intervista concessa a Tiscali:

Questa storia dei carabinieri straccioni è nata quando eravamo al Ros, mentre discutevo con dei colleghi più grandi di età ed era uno scherzo. Prendevamo in giro quei carabinieri che vivono di etichetta, cerimonie, circoli ufficiali, parate e formalismi. Contrapponevamo a questo mondo abbastanza superficiale, quelli che vivono sulla strada, i radiomobili, i carabinieri che si occupano dell’ordine pubblico. E così è nata per scherzo questa definizione che poi invece è diventata consapevole e seria. L’Arma della gente e della strada è diversa dall’Arma dei palazzi. Anche se poi l’Arma è una sola e dobbiamo rispettare tutti".

Dal 3 settembre scorso il colonnello De Caprio non ha la scorta per decisione dello Stato che così sembra aver dimenticato uno dei suoi eroi. Molte le polemiche, le petizioni e le interrogazioni parlamentari in merito ma lui, il capitano Ultimo, ha scelto di non alzare i toni: "Sono decisioni che non dipendono da me. Sono decisioni di altri. È sempre bello quando l’altro ti concede qualcosa. Anche l’indifferenza, anche l’abbandono sono dei doni".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO