Marocco: due turiste scandinave violentate e sgozzate, quattro arresti

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La procura reale di Rabat ha arrestato quattro persone che secondo le indagini sarebbero coinvolte nello stupro e nel conseguente omicidio delle due ragazze scandinave - la danese Louisa Vesterager Jespersen e la norvegese Maren Ueland - trovate morte alle pendici del monte Atlante, in Marocco. Con il passare delle ore si è rafforzata la pista che riconduce il duplice omicidio al terrorismo islamico e tra i fermati ci sarebbe anche l’autore materiale. La stampa norvegese riferisce che i quattro avrebbero legami con l’Isis, anche se il procuratore marocchino fin qui ha ammesso solo che uno dei sospettati sia legato ad un gruppo di miliziani, senza specificare quale.

Gli inquirenti stanno anche ripassando con attenzione il video assai cruento pubblicato in Rete e che riprenderebbe proprio l’esecuzione di una delle due escursioniste scandinave. Uno degli esecutori dell’omicidio nel video pronuncia la seguente frase in francese: "questo è per la Siria, qui ci sono le teste dei vostri Dio". Nello stesso filmato si vede un uomo che decapita una donna con un coltello da cucina. Anche le autorità locali hanno confermato che una delle due vittime è stata trovata decapitata, contrariamente alla prima ricostruzione secondo la quale le due ragazze sarebbero state trovate senza vita nella loro tenda.

Danimarca, il primo ministro: "Atto di terrorismo"

Il primo ministro danese, Lars Loekke Rasmussen, ha già definito senza mezzi termini “atto di terrorismo” il doppio omicidio. Testimoni oculari, interrogati dalle forze dell’ordine locali, hanno affermato di aver visto le due ragazze assieme a uomini del posto prima della loro scomparsa. Louisa e Maren avevano deciso di scalare la vetta del monte Toubkal, in una zona del Marocco fin qui considerata sicura, ma a quanto pare i miliziani sono riusciti ad allungare i propri tentacoli anche da quelle parti.

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