Tragedia Hotel Rigopiano, nuovi indagati per depistaggio. La telefonata: "è tutto uno scherzo"

nuovi indagati rigopiano

Nuovi indagati per la tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, nel Pescarese, travolto da una valanga di neve il 18 gennaio del 2017 che provocò la morte di 29 persone. Dal nuovo fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Pescara sono usciti sette avvisi di garanzia per il reato di frode in processo penale e depistaggio a carico di alcuni dipendenti della locale Prefettura.

La telefonata d'allerta sparita

In particolare la grave accusa mossa a carico dei nuovi indagati è quella di aver nascosto il brogliaccio delle segnalazioni del giorno della tragedia alla Squadra Mobile di Pescara in modo da occultare la chiamata di soccorso che sarebbe stata fatta alle 11:38 da un cameriere dell'hotel Rigopiano, Gabriele D'Angelo, al centro di coordinamento dei soccorsi.

Tra gli indagati, secondo quanto riferisce l'Ansa, ci sono dirigenti della prefettura, l'ex prefetto Francesco Provolo e i due viceprefetti distaccati Salvatore Angieri e Sergio Mazzia, oggi rispettivamente vicario del prefetto di Macerata e vicario del prefetto di Crotone.

Il fascicolo era stato aperto circa un anno fa dopo la scoperta di una conversazione intercorsa tra un carabiniere della sala operativa di Pescara e una dirigente della prefettura. Il carabiniere della sala operativa alla 18:09 del 18 gennaio 2017, cioè quasi un'ora e mezza dopo la valanga, dice alla dirigente di aver ricevuto una telefonata dal proprietario del Ristorante Di Silvi che lo avvisava di aver avuto notizia di una valanga.

La telefonata tra la prefettura e il carabiniere

"Ho preso una telefonata adesso da un signore, un certo Marcella Quintino. Mi ha detto che un cuoco di sua conoscenza che sta all'Hotel Rigopiano...". La dirigente della prefettura a quel punto avrebbe interrotto l'operatore dicendogli che un intervento (di controllo) all'Hotel Rigopiano "è già stato fatto questa mattina. C'erano dei problemi. Sono stati raggiunti e sta tutto a posto".

Allora il carabiniere, rassicurato, dall'altra parte del telefono riferendosi a Marcella dice: "Ma 'sto deficiente mi ha fatto spaventare". D'Angelo, secondo i pm, nella sua telefonata del mattino potrebbe aver chiesto l'evacuazione della struttura dopo le scosse di terremoto che c'erano state nella zona. Ma di quella telefonata appunto non c'è traccia nei brogliacci.

La conversazione tra prefettura e sala operativa dei carabinieri finisce con un ambientale registrato nella telefonata stessa in cui la dirigente, rivolgendosi a una terza persona che era con lei chiede: "scusa l'Hotel Rigopiano è stato fatto questa mattina l'intervento no? Ai carabinieri ha telefonato uno dicendo è crollato l'Hotel Rigopiano con dentro la gente...". A quel punto sempre in ambientale si sente la voce di un uomo: "ma che stiamo scherzando. È uscito fuori che era uno scherzo...".

Le indagini dei carabinieri Forestali di Pescara, al comando del tenente colonnello Annamaria Angelozzi, sono coordinate dal procuratore capo della Repubblica di Pescara Massimiliano Serpi e e dal sostituto Andrea Papalia.


  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO