Genova, demolizione Ponte Morandi: 'Gilet arancioni' in presidio

I cittadini che vivono vicino alla zona rossa chiedono rassicurazioni sulla demolizione

Questa mattina a Genova sono scese in piazza circa 300 famiglie che vivono ai limiti della zona rossa del Ponte Morandi. Parliamo delle famiglie le cui case si trovano appena fuori dalla zona interessata dalla demolizione dei monconi del ponte e delle case che vi si trovano sotto. Circa 500 persone sono scese in piazza indossando dei gilet arancioni, divenuto uno dei simboli della zona dopo il tragico crollo del 14 agosto scorso.

Le famiglie sono preoccupate in vista dell'inizio delle demolizioni e chiedono di essere temporaneamente ricollocate in attesa della conclusione dei lavori. A preoccupare è la presenza di amianto nei palazzi da abbattere per procedere alla ricostruzione, così come nei monconi del ponte. A spiegare le ragioni del presidio è stato Giorgio Sacchi, segretario del comitato 'Ai confini della zona rossa': "I bambini sono la nostra priorità. Siamo qua sperando che la cittadinanza si renda conto del pericolo ambientale per noi e Sampierdarena. Le preoccupazioni sono tantissime: con le polveri conviviamo dal 14 agosto che, con le esplosioni per demolire il ponte saranno incontrollabili. E poi si parla di 15 tonnellate di amianto solo nei palazzi da abbattere".

Una delegazione è stata ricevuta in Municipio dal Sindaco Marco Bucci. Subito dopo Fabrizio Belotti, presidente del comitato, ha spiegato agli altri manifestanti cosa gli ha promesso il Comune: "A breve saranno installate centraline per monitoraggio dell’aria e dell’acustica, questo è il primo dato positivo che abbiamo ottenuto dal commissario. Abbiamo stabilito di avere incontri periodici con il commissario e concordato e formalizzato gli osservatori e questi sono i primi risultati che cercavamo si ottenere dal Comune".

Il Comitato sempre nella giornata di oggi incontrerà anche il Prefetto.

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