Foodora, accolto in parte ricorso degli ex rider: hanno diritto a ferie, tredicesima e malattia

In appello è stato ribaltato il verdetto del primo grado.

Foodora accolto il ricorso dei rider in appello

Il licenziamento è stato confermato, ma quella degli ex rider di Foodora di Torino può essere considerata non solo una mezza vittoria in Appello, ma anche un precedente molto importante per tutti i lavoratori della Gig economy.

Lo scorso aprile il Tribunale del Lavoro di Torino aveva respinto il ricorso dei fattorini di Foodora che erano stati licenziati (o meglio, l'azienda aveva interrotto il rapporto di lavoro) perché nel 2016 avevano protestato in piazza chiedendo un miglior trattamento economico e normativo. Ora, però, davanti alla Corte d'Appello, i rider si prendono una rivincita. Infatti i giudici hanno sì confermato il licenziamento, ma hanno riconosciuto ai fattorini la parità economica rispetto ai lavoratori subordinati del settore della logistica.

In poche parole, i fattorini avevano diritto alla tredicesima, le ferie e le malattie pagate. Tutti diritti che finora questo tipo di lavoratori non avevano. Qui sta l'importanza di questa sentenza ed è per questo che, quando è stata letta, in aula c'è stata un'esultanza da parte dei rider, anche se non hanno ottenuto né il reintegro e l'assunzione, né il risarcimento per presunte violazioni della privacy attraverso l'app con cui venivano assegnati i lavori. Gli avvocati Sergio Bonetto e Giulia Druetta spiegano l'importanza della decisione della Corte d'Appello i Torino:

"La Corte ha riconosciuto il diritto degli appellanti a vedersi corrispondere quanto maturato in relazione all’attività lavorativa da loro effettivamente prestata in favore di Foodora sulla base della retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del quinto livello del contratto collettivo logistica-trasporto merci dedotto quanto percepito"

L'avvocata Druetta ha aggiunto:

una prima risposta a questa giungla di aziende che tentano di eludere le leggi per pagare una miseria i lavoratori, trattandoli come schiavi. Il giudice ha equiparato i rider a dei fattorini e quindi anche per loro vale il contratto di lavoro subordinato, con richiamo all’articolo 2 del Jobs Act. Non si può fissare una retribuzione minima non tenendo conto delle tutele per i lavoratori: questa è una sentenza ragionevole, anche se ci sono ancora delle cose da discutere, in primis il licenziamento"

Inoltre Foodora, che nel frattempo è stata acquistata da Glovo, dovrà riconoscere ai cinque fattorini anche un terzo delle spese legali che, tra primi e secondo grado, ammontano a una trentina di migliaia di euro circa.

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