Málaga, bimbo di due anni cade in un pozzo: corsa contro il tempo per salvarlo - FOTO

Un bimbo di due anni è intrappolato ormai da ore in un pozzo molto profondo nella proprietà di un suo familiare a Totalán, alle porte di Málaga, in Spagna. L'incidente è avvenuto nella giornata di ieri e per tutta la notte i soccorsi sono stati impegnati nel tentativo di riportare in superficie il bimbo, che si troverebbe a oltre 100 metri di profondità.

Il piccolo pozzo ha un diametro che varia dai 20 ai 25 centimetri a seconda dei punti ed è impossibile far calare qualcuno per recuperare il piccolo Yulen, che nelle prime ore successive alla caduta era sicuramente in vita.

Nella notte è stato calato un robot dotato di telecamere, almeno per identificare il punto in cui si trova il bimbo, ma non si è riusciti a scendere oltre i 73 metri a causa di una frana che ha interrotto il percorso - non è chiaro se provocata dalla caduta del bimbo o se preesistente.

La stampa spagnola parla di una vera e propria corsa contro il tempo, considerando che se il bimbo è ancora in vita - e al momento non si hanno certezze, il pianto del piccolo non viene udito ormai da qualche ora - è sicuramente ferito in modo grave.

Cosa si sta facendo per salvare il bimbo

Sono tre le tecniche che si applicheranno in contemporanea, a cominciare da quella che prevede la realizzazione di un pozzo parallelo, ma con una circonferenza maggiore, che permetterebbe ai soccorsi di calarsi e di recuperare Yulen scavando tra un pozzo e l'altro.

La seconda idea è quella di utilizzare una pompa aspiratrice per rimuovere i detriti della frana che impediscono al robot di procedere oltre i 73 metri, mentre la terza tecnica consiste nel rafforzare le pareti del pozzo già esistente così da impedire nuovi cedimenti del terreno mentre i soccorsi stanno operando.

La Guardia Civil ha fatto sapere di ritenere che il bimbo sia ancora in vita e di star facendo il massimo sforzo per riportare il piccolo in superficie nel minor tempo possibile e il più in sicurezza possibile.

Il precedente italiano: il caso di Alfredo Rampi

Il caso del piccolo Yulen ricorda - si spera non nell'epilogo - quello italiano di Alfredo Rampi, il bimbo di sei anni che la sera del 10 giugno 1981 cadde in un pozzo artesiano nelle campagne di Frascati, in via di Vermicino, con una profondità di circa 60 metri e un diametro di meno di 30 centimetri.

I soccorsi si attivarono subito e l'intero Paese rimase col fiato sospeso per tre giorni, mentre i tentativi di recuperare il bimbo venivano seguiti anche in diretta televisiva. Per tre giorni furono fatti tantissimi tentativi, ma non si riuscì a riportare in superficie il piccolo ancora in vita.

La dichiarazione di morte presunta venne fatta il 13 giugno 1981 e per conservare il corpo del bimbo venne immesso nel pozzo dell'azoto liquido. Le operazioni di recupero impiegarono quasi un mese: l'11 luglio 1981 il corpo di Alfredino fu riportare in superficie e i funerali furono celebrati il successivo 17 luglio nella basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura a Roma.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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