Uccise la figlia di 8 anni: alla madre risarcimento di 8.200 euro

uccise figlia alla madre indennizzo di 8000 euro

Nel 2008 uccise la figlia di quasi otto anni per poi suicidarsi. Ora alla madre della bambina il giudice di Roma ha assegnato un indennizzo di appena 8.200 euro, suscitando la reazione dell’avvocato della donna che parla di una "quantificazione errata e incostituzionale". La bambina venne uccisa con sette coltellate il 17 gennaio di 11 anni fa nel Modenese, a Formigine.

A commettere l’atroce delitto Antonio Bove, operaio di 37 anni, che non riusciva ad accettare l’ormai imminente separazione dalla moglie e che poi si tolse la vita con lo stesso coltello con cui aveva ucciso la figlia. Secondo il giudice: "L'omicidio-suicidio commesso dal coniuge ha precluso un compiuto accertamento penale sulla vicenda e ancor più qualsivoglia statuizione risarcitoria" ma il diritto della donna al risarcimento "non può essere contestato".

Il magistrato ha fatto riferimento alla Direttiva europea del 2004 in favore delle vittime dei reati violenti: "Considerato che l'indennizzo, ancorché previsto dall'ordinamento europeo, costituisce in ogni caso un'elargizione di natura solidaristica posta a carico della collettività, ovvero della fiscalità generale e non un risarcimento in senso proprio, la quantificazione dell'ammontare non deve necessariamente coprire il danno nella sua interezza" ha argomentato il giudice.

L’avvocato Claudio Defilippi ha già annunciato ricorso contro l’indennizzo non solo in appello ma anche alla Corte europea dei diritti umani ricordando che "ci sono due sentenze precedenti da me ottenute che riconoscono un indennizzo di 88mila e 100mila euro" sulla scorta della stessa Direttiva Ue, sentenze che sono per il legale "un precedente perlomeno da eguagliare. In questo caso significa che la Direttiva non è stata applicata".

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