Caso Vannini, pena ridotta ad Antonio Ciontoli: "Esplose colposamente un colpo di pistola"

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Lo scorso gennaio la sentenza d'appello nei confronti di Antonio Ciontoli, il maresciallo della Marina che si è visto ridurre la pena per l'omicidio del 20enne Marco Vannini da 14 a 5 anni di carcere, era stata accompagnata da una serie di accese polemiche e dalla rabbia dei familiari del giovanissimo. Ora, a poco più di un mese dalla decisione dei giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma sono state diffuse le motivazioni che li hanno spinti a ridurre quella condanna in modo così eclatante.

Per i giudici, infatti, Ciontoli esplose colposamente un colpo di pistola che attinse Marco Vannini". Un incidente, quindi, come sempre sostenuto da Ciontoli e dagli altri imputati, la moglie dell'uomo e i suoi due figli, Martina e Federico. I giudici, insomma, hanno abbracciato quella ricostruzione degli eventi - Vannini si stava facendo un bagno a casa della fidanzata, Ciontoli entrò per prendere un'arma da una scarpiera in bagno e da quella pistola partì un colpo che ferì il 20enne - riconoscendo però il colossale ritardo nell'allertare i soccorsi, con la conseguente morte di Vannini.

Nelle motivazioni della sentenza si legge chiaramente che "Ciontoli ha consapevolmente e reiteratamente evitato l'attivazione di immediati soccorsi". Il militare, poi sospeso dopo l'accaduto, lo avrebbe fatto "evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo".

I giudici hanno ritenuto la condotta di Antonio Ciontoli "estremamente riprovevole sotto il profilo etico", ma hanno anche sottolineato che "il fatto di trovarsi alle prese con un imputato la cui condotta è particolarmente odiosa non può di per sé comportare che un fatto colposo diventi doloso".

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