Santo Domingo: arrestati 5 latitanti italiani. Salvini: "Dai Caraibi alle patrie galere"

Tre erano ricercati per stupro, due per bancarotta.

Latitanti italiani arrestati a Santo Domingo

Il Viminale ha oggi dato la notizia dell'arresto di cinque latitanti italiani nella Repubblica Dominicana, tre di loro erano ricercati per stupro e due per reati contro il patrimonio. Sono già partiti dall'aeroporto Las Americas di Santo Domingo per arrivare oggi stesso in Italia a scontare la loro pena.

L'operazione si chiama Wanted 3 ed è stata condotta dagli agenti del servizio centrale operativo, della squadra mobile di Brescia e del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia con la collaborazione della polizia dominicana. Si chiama Wanted 3 perché i ricercati erano i tre stupratori, ma poi sono stati individuati anche gli altri due latitanti, condannati per bancarotta fraudolenta, truffa e appropriazione indebita.

Ovviamente felicissimi dell'esito dell'operazione i ministri Matteo Salvini e Alfonso Bonafede. Il guardasigilli ha commentato:

"Oggi vengono riconsegnati alla giustizia italiana cinque latitanti, condannati a vario titolo in via definitiva per bancarotta, violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.
Sono stati arrestati a Santo Domingo ed espulsi verso il nostro Paese. Un aereo li ha prelevati la notte passata e fra qualche ora arriveranno su suolo italiano.
È una grande soddisfazione, perché lo scorso 13 febbraio ci siamo trovati in via Arenula con il ministro degli Esteri della Repubblica Dominicana, Miguel Vargas Maldonado, e abbiamo firmato degli importanti accordi bilaterali. Gli amici dominicani ci hanno restituito 5 criminali che volevano farla franca ancor prima che i rispettivi parlamenti abbiano ratificato gli accordi firmati tre settimane fa.
Questa è la dimostrazione di un'autentica volontà di cooperazione fra i nostri due paesi.
Rivolgo un sentito ringraziamento alle autorità dominicane, agli uffici del Ministero che hanno lavorato a questi accordi, alla polizia italiana, all'Interpol e all'Aise per la conduzione dell'operazione.
Lo ribadisco: nessuno può pensare di sottrarsi alla giustizia italiana"

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto su Facebook:

"DAI CARAIBI ALLE PATRIE GALERE
Arrestati a Santo Domingo tre stupratori e due bancarottieri. Stanno già rientrando in Italia e finiranno dritti in galera.
Complimenti alla Polizia di Stato, che pochi giorni fa aveva anche arrestato in Spagna quattro latitanti condannati per droga.
Dopo Cesare Battisti, non si molla: NESSUN DELINQUENTE può sentirsi tranquillo, in Italia o nel resto del mondo.
E non ci fermiamo qui"

E in ai giornalisti ha detto:

"Complimenti alla Polizia di Stato: la missione a Santo Domingo doveva riportare nelle galere italiane tre criminali condannati per reati sessuali ma i nostri poliziotti hanno scovato due delinquenti in più. È un'ottima notizia. Pochi giorni fa la Polizia aveva arrestato quattro latitanti a Tenerife: erano scappati in Spagna dopo essere stati condannati per droga. Questi successi, oltre al caso di Cesare Battisti, confermano la nostra determinazione: nessun delinquente può sentirsi tranquillo, in Italia o nel resto del mondo. E non ci fermiamo qui"

Chi sono i 5 latitanti arrestati a Santo Domingo

Il Viminale ha comunicato anche i profili dei cinque arrestati. Si tratta di Salvatore Buonanno, Lucio Galli, Massimo Ferrari, Mauro Nadalin e Abele Chiarolini.

Buonanno è un 42enne di Caserta, condannato a 8 anni e 6 mesi per lesioni personali, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo in concorso e ricercato dal 2014. A Santiago gestiva una pizzeria ed è stato catturato a Costanza, a circa 30 km da Santo Domingo.

Galli è un 72enne di Brescia, anch'egli ricercato dal 2014, condannato a 8 anni e 10 mesi per violenza sessuale su minori. È stato catturato grazie a una donna dominicana che aveva ricevuto denaro da lui. Viveva in zone degradate per non dare nell'occhio, ma si accompagnava sempre con giovani donne.

Ferrari è un 53enne di Milano, condannato a 6 anni e 6 mesi per violenza sessuale. Ricercato dal 2017, lavorava in una pizzeria. Ha precedenti per rapina, lesioni personali, sequestro di persona ed estorsione. Nella sua cattura sono stati fondamentali i social network che utilizzava.

Nadalin è un 56enne di Pordenone, ricercato dal 2016 e condannato a 10 anni per bancarotta fraudolenta, truffa e appropriazione indebita. A Santo Domingo lavorava come imbianchino, ma usava Instagram e Facebook e così è stato incastrato.

Chiarolini è un 78enne di Brescia, condannato a 10 anni per bancarotta fraudolenta. In Italia era imprenditore nel settore alberghiero e anche a Boca Chica, dove è stato catturato, gestiva un hotel. Ha inoltre precedenti per falso, ricettazione, riciclaggio e abuso d'ufficio.

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