Prato: test del dna sull'altro figlio dell'operatrice sanitaria

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Emergono nuovi retroscena sull’arresto della donna di Prato che ha avuto un figlio da un ragazzo di 14 anni cui dava delle ripetizioni d’inglese. Li ha riferiti a "Mattino Cinque" il Procuratore della città: la procura ha disposto gli arresti domiciliari per l’operatrice sanitaria di 31 anni perché c’era il rischio di inquinamento delle prove e reiterazione di reato. Dalle indagini che gli inquirenti stanno svolgendo sul computer sequestrato alla donna, sarebbero emerse tracce di frequentazioni di siti pedopornografici oltre a chat con altri minorenni, in particolare con un ragazzo di 15 anni.

Nelle stesse ore, intanto, sono emersi nuovi dettagli sulla relazione con il suo ex alunno privato, all’epoca dei fatti 13enne: la donna, infatti, lo avrebbe ossessionato con messaggi ad ogni ora, minacciandolo di raccontare a tutti il fatto che il figlio fosse il suo, appendendo addirittura le foto del neonato a scuola o in palestra. Intervistati da Mattino Cinque, alcuni testimoni che conoscevano la donna si sono detti letteralmente esterrefatti. Da valutare ancora la posizione del marito, che risulta essere indagato per “alterazione di stato”, ovvero per aver alterato lo stato civile del neonato.

Prato: dubbi anche sul primo figlio della donna

Secondo quanto riferisce la free press “Leggo”, alla storia della 31enne operatrice sanitaria che ha avuto un figlio da un 14enne, si aggiunge un altro capitolo. Poiché dalle indagini sarebbe emerso che la stessa possa aver avuto in passato altre relazioni extraconiugali (anche con altri minori) sono sorti dubbi sulla paternità del primo figlio, oggi 11enne. È per questo motivo che i magistrati della Procura di Prato hanno disposto il test del Dna anche sul primogenito dell’indagata, che potrebbe non essere del marito (anch’egli indagato).

Dopo il test condotto sul secondogenito e che ha confermato la paternità del ragazzino cui impartiva privatamente lezioni d’inglese, secondo gli investigatori l’esame del Dna sul primogenito diventa di conseguenza un atto necessario. La circostanza è anche legata al fatto che tra il computer e lo smartphone dell’operatrice sanitaria sarebbero state trovate tracce di frequentazioni di siti pedopornografici e di ulteriori chat che potrebbero ricondurre ad altri rapporti extraconiugali.

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