Ginecologo "stimolava" le pazienti: la Cassazione annulla l'assoluzione

In primo grado era stato condannato a 6 anni, ma in appello era stato assolto.

Ginecologo Novara

Nel 2013 una ragazza albanese di 19 anni ha denunciato il dottor Carlo Gambaro della clinica San Gaudenzio di Novara perché durante una visita ginecologica l'aveva stimolata chiedendole di riferirgli quando avrebbe raggiunto il piacere nonostante lei avesse chiesto tutt'altro tipo di controlli, che prevedevano una semplice ecografia.

Durante la indagini si è scoperto che altre due ragazze, entrambe straniere, di 19 e 29 anni, avevano ricevuto lo stesso indesiderato trattamento, ma per vergogna non avevano sporto querela.

L'uomo è stato condannato a sei anni in primo grado, ma in Apello è stato assolto, perché, anche se aveva "superato i limiti delle prestazioni richieste" dalle pazienti, aveva compiuto attività "comunque obiettivamente consentite".

Le ragazze hanno raccontato che l'uomo, ora 64enne, aveva fatto loro domande insistenti attinenti alla loro vita sessuale, nonostante non c'entrasse nulla con la consulenza che avevano richiesto. E poi le aveva stimolate, secondo lui con manovre eseguite clinicamente in maniera corretta.

Finalmente è arrivato il giudizio della Corte di Cassazione che ha annullato l'assoluzione spiegando che il ginecologo deve sempre chiedere il consenso della paziente prima di procedere al "compimento di atti incidenti sulla sfera di autodeterminazione della libertà sessuale". È un obbligo giuridico e dunque costituisce reato la violazione di tale obbligo e non c'entra nulla se il medico sostiene di non aver provato piacere lui stesso.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO