Omicidio Imen Chatbouri: fermato un sospettato

Attraverso alcuni filmati di videosorveglianza gli inquirenti hanno ricostruito gli ultimi attimi di vita della donna

Aggiornamento 11 maggio 2019 - La polizia ha fermato un uomo sospettato di essere l'autore dell'omicidio di Imen Chatbouri, uccisa nella notte tra il primo ed il due maggio. Gli agenti sembrano aver individuato la persona che ha scaraventato la donna, ex campionessa tunisina d'atletica, giù da Ponte Sisto facendola sbattere violentemente sulla banchina del Tevere. Il fatto è stato immortalato da una telecamera di sicurezza e gli inquirenti sono convinti che si sia trattato di un omicidio volontario.

Imen Chatbouri, la polizia non ha più dubbi: è stata uccisa

Il corpo senza vita di Imen Chatbouri, 37 anni, è stato ritrovato sulla banchina del Tevere sotto Ponte Sisto all'alba del 2 maggio scorso. Inizialmente gli inquirenti non hanno escluso nessuna pista, compresa quella legata ad un possibile suicidio che però i familiari e gli amici dell'ex campionessa tunisina di atletica hanno fin da subito scartato con forza. Le indagini sono arrivate adesso ad una svolta dopo aver visionato i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, grazie alle quali è stato possibile ricostruire gli ultimi minuti di vita della donna.

Grazie alla ricostruzione offerta dalle immagini, gli inquirenti hanno potuto appurare che la sera del primo maggio la donna sia uscita da un locale di Piazza Venezia accompagnata da un uomo, probabilmente anche lui straniero. Dopo aver lasciato il locale la donna si è allontanata da sola in direzione del Tevere, portando con sé il borsone da palestra. L'uomo, invece, ha iniziato a seguirla da lontano.

Ad un certo punto Imen Chatbouri si è fermata accanto al parapetto di Ponte Sisto, probabilmente per riprendere fiato; a questo punto l'uomo - lo stesso che ha lasciato con lei il locale - le si è avvicinato e, senza esitare, l'ha afferrata dalle gambe e l'ha lanciata di sotto, facendola sbattere violentemente sulla banchina del Tevere. Subito dopo l'assassino è fuggito facendo perdere le proprie tracce.

Dopo questa svolta nelle indagini, il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Antonio Verdi hanno formulato l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e la polizia ha dato il via alle ricerche dell'uomo. Dalla lista dei sospettati è subito uscito il fidanzato della donna perché la sua fisionomia non corrisponde a quella dell'uomo immortalato dalle telecamere.

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