Casal Bruciato, dopo gli insulti e le minacce arrivano le prime denunce - FOTO

Agli insulti e le aggressioni a Casal Bruciato, teatro in questi giorni delle proteste dei cittadini del quartiere romano col supporto dei militanti di estrema destra di CasaPound dopo l'assegnazione di una casa popolare ad una famiglia rom di 14 persone, ora finalmente stanno facendo seguito le prime denunce.

Per oltre tre giorni si è presa di mira un'intera famiglia, barricata in casa e insultata da decine di persone al grido di "prima gli italiani" e ora la giustizia italiana farà il proprio corso. Gli investigatori si erano subito messi al lavoro per identificare chi ha pronunciato frasi razziste durante la proteste e oggi ai primi responsabili è stato notificato che saranno chiamati a rispondere, a seconda dei casi, di minacce, istigazione all'odio e violenza privata.

Tra i destinatari di questi primi provvedimenti, a cui ne faranno seguito altri nei prossimi giorni, ci sarebbe anche la persona che, al passaggio di una donna rom e di suo figlio che stava cercando di rientrare nell'alloggio regolarmente assegnato dal Comune di Roma alla sua famiglia, ha gridato "ti stupro".

Se fino a questo momento questi attacchi a sfondo razzista sono stati pressoché ignorati dalla giustizia italiana, l'esplosione di violenza a Casal Bruciato sembra aver messo le autorità davanti alla dura realtà: senza conseguenze di alcun genere, episodi del genere non possono che aumentare e crescere di intensità.

Ieri la sindaca Virginia Raggi, giunta per verificare di persona la situazione, è stata a sua volta oggetto di insulti da parte dei manifestanti. In quell'occasione, però, la prima cittadina aveva confermato che nulla sarebbe cambiato:

Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere.

Se e quando arriveranno le prime condanne, lo Stato Italiano darà finalmente un esempio: il razzismo, di qualunque tipo, non può più essere tollerato, così come il sessismo e l'omofobia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO