Sanità in Italia, 49mila morti per infezioni ospedaliere in 12 mesi

ospedale

È salito in modo esponenziale negli ultimi anni in Italia il numero delle morti provocate dalle intenzioni ospedaliere, al punto che si può già parlare di una vera e propria emergenza. È quanto emerge oggi dal Rapporto Osservasalute 2018, secondo il quale dai 18.668 decessi nel 2003 per infezioni contratte in ospedale si è arrivati a più del doppio nel 2016, ben 49.301 decessi.

Il numero è già allarmante di per sé, ma il confronto con gli altri 27 Paesi membri dell'UE peggiora ancora la situazione: il 30% di tutte le morti per infezioni vengono registrate in Italia e per la grande maggioranza riguarda le persone che hanno superato i 75 anni di età. Secondo il rapporto si tratta di "un fenomeno associato all’invecchiamento della popolazione spiegabile con una maggiore presenza di multicronicità nei soggetti che determina un conseguente scadimento delle condizioni fisiche".

A parlare di vera e propria emergenza è Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio sulla Salute che ha stilato il rapporto, secondo il quale in Italia si sta sottovalutando il fenomeno:

Abbiamo osservato il fenomeno per anni e oggi possiamo dirlo: quella delle sepsi in ospedale è una vera emergenza, con numeri più che raddoppiato in pochi anni. Eppure non si interviene come si dovrebbe, per esempio applicando il piano nazionale contro l'antibioticoresistenza che è rimasto lettera morta. C'è una strage in corso, ma il fenomeno viene sottovalutato e considerato ineluttabile.

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