‘Ndrangheta: 35 arresti a Crotone. Indagati: "Gratteri come Falcone, superato il limite se lo sono cacciato"

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Blitz contro la ‘ndrangheta a Crotone. Sono 35 gli arresti eseguiti oggi dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione Malapianta che ha sgominato secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro "una potentissima locale di ‘ndrangheta", quella di San Leonardo di Cutro, affiliata al clan Grande Aracri, fino ad oggi mai colpita.

Tra le accuse a carico degli arrestati associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, estorsione, usura, porto illegale di armi e intestazione fittizia di beni. Tra gli arrestati c’è l’80enne Alfonso Mannolo ritenuto dagli inquirenti "il capo indiscusso dell’omonimo sodalizio mafioso" e i figli, Dante e Remo Mannolo.

Le indagini della Dda sono state coordinate dal procuratore Nicola Gratteri e dall’aggiunto Vincenzo Luberto. In una intercettazione a proposito di Gratteri uno degli indagati dice: "Sono convinto che lui ne fa arrestare di cristiani, però (…) uno di questi è ad alto rischio ogni secondo". Gratteri come Giovanni Falcone: "Quando ha superato il limite se lo sono cacciato". Per gli inquirenti non si tratta però di un progetto di attentato, ma di una constatazione dell’impegno e dell’efficacia dell’azione del magistrato antimafia.

Poco dopo la retata sono arrivati i complimenti, alla Gdf, da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini: "Trentacinque arresti per ‘ndrangheta a Crotone: grazie alle Guardia di Finanza, che ha messo in campo più di 250 uomini. Continua la pulizia, contro clan e delinquenti vari. E presto, col decreto sicurezza bis, avremo nuovi strumenti per combattere scafisti, mafiosi e delinquenti che aggrediscono le forze dell’ordine. Dalle parole ai fatti!".

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