Stefano Cucchi, i periti del gip: "Senza frattura forse non sarebbe morto"

Ilaria Cucchi

Stefano Cucchi è deceduto a causa di una concatenazione di eventi, ma se non avesse avuto la frattura della vertebra S4 (la quarta vertebra sacrale) forse non sarebbe morto. A riferirlo sono i perizi nominati dal gip, intervenuti oggi nell'aula bunker di Rebibbia per testimoniare nel processo bis sul pestaggio e la morte del geometra romano, avvenuto il 22 ottobre 2019 all'ospedale Pertini di Roma sei giorni dopo essere arrestato dai carabinieri.

Gli esperti hanno sottolineato che nessuno può avere certezze sulle cause del decesso e confermato quanto già sostenuto dalla perizia del 2016 - "l'ipotesi della morte improvvisa e inaspettata di un paziente affetto da epilessia resta la principale" - precisando però che quella non sarebbe stata l'unica causa.

Dopo il pestaggio in caserma, infatti, Stefano Cucchi aveva riportato la frattura della vertebra S4 e per questo si era reso necessario il ricovero in ospedale:

Se non ci fosse stata la lesione S4 il soggetto non sarebbe stato ospedalizzato. Cucchi era immobile nel letto e non riusciva più a muoversi per la frattura. Se non fosse stato in questa condizione, non avrebbe avuto una vescica atonica, ma avrebbe avuto probabilmente lo stimolo alla diuresi. Dunque se non avesse avuto la frattura, Cucchi non sarebbe stato ospedalizzato e probabilmente la morte non sarebbe occorsa o sarebbe sopraggiunta in un altro momento.

I periti hanno voluto precisare che anche in questo caso non vi sono certezze, ricordando inoltre che "c'è un vuoto tra la notte del 21 ottobre e il 22 ottobre 2009. Il secondo momento è quello in cui al Pertini si sono accorti che Cucchi era morto; ma non sappiamo cosa sia accaduto in quelle ore".

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che da ormai dieci anni si sta battendo affinché venga fatta giustizia, era presente anche all'udienza di oggi e all'uscita dall'aula ha espresso soddisfazione per la conferma emersa oggi, anche se arrivata con troppi anni di ritardo:

Ci sono voluti dieci anni, sono invecchiata in queste aule di tribunale e finalmente oggi per la prima volta sento un perito affermare che se Stefano non fosse stato vittima di quel pestaggio che gli ha causato quelle lesioni, non sarebbe mai finito in ospedale e quindi non sarebbe mai morto.

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