Ponte Morandi, 2 arresti nell'impresa vicina alla camorra ed estromessa dai lavori

Si tratta della Tecnodem, un'azienda di Napoli.

Questa mattina, martedì 18 giugno 2019, gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Genova, agli ordini del colonnello Mario Mettifogo, hanno arrestato due persone: Ferdinando Varlese, l'uomo che amministrava di fatto la società Tecnodem di Napoli e una donna considerata una prestanome, che risultava amministratrice dell'azienda ed era la consuocera di Varlese (per lei ci sono i domiciliari).

Varlese amministrava la Tecnodem con un contratto di subappalto da 100mila euro con la ditta Omini, capofila delle aziende che sono impegnate nella demolizione del Ponte Morandi di Genova. Lui stesso è entrato due volte nel cantiere genovese, l'11 e il 12 aprile, con un badge da visitatore, presentandosi come il reale amministratore della Tecnodem, sebbene ne risultasse solo un dipendente.

Varlese, secondo alcune sentenze, sarebbe legato al clan D'Amico-Mazzarella ed era pluripregiudicato in processi di Camorra. La Tecnodem era stata estromessa dai lavori per la demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi già a maggio scorso, dopo i primi accertamenti di carattere amministrativo condotti dalla Dia. Sulla base di tali accertamenti gli inquirenti avevano deciso di emettere un'interdittiva a carico della Tenodem. Oggi, oltre agli arresti, sono in corso anche perquisizioni e sequestri preventivi tra Napoli e Genova.

Ponte Morandi due arresti in azienda vicina a camorra ed estromessa da lavori

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