Camorra, 126 arresti contro l'Alleanza di Secondigliano

I provvedimenti cautelari in esecuzione in tutta Italia.

Arresti camorra

Aggiornamento - Nella conferenza stampa che si è tenuta presso la Procura di Napoli gli inquirenti hanno illustrato i dettagli dell'operazione condotta tra stanotte e stamattina dai Carabinieri del Ros, che hanno eseguito 126 arresti decapitando quello che viene definito il Cartello di Gomorra. Gli arrestati appartengono ai clan Contini, Licciardi e Mallardo, che insieme costituiscono l'Alleanza di Secondigliano e che avevano l'egemonia nel centro e nella periferia settentrionale di Napoli, infiltrati nell'economia e nell'imprenditoria anche di altre regioni italiane. E ci sono anche altri 33 indagati nei confronti dei quali sono stati ravvisati gravi indizi, ma contro i quali il giudice non ha mezzo misure cautelari. Dei 126 fermati, invece, 89 vanno direttamente in carcere, mentre per gli altri ci sono misure meno afflittive.

Gli inquirenti sono la pm del pool anticamorra Ida Teresi con le pm Alessandra Converso e Maria Sepe, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli che ha coordinato le indagini e il procuratore capo Giovanni Melillo che ha seguito il lavoro investigativo. L'inchiesta è partita nel 2012 su iniziativa del procuratore aggiunto Filippo Beatrice, scomparso un anno fa, con oltre 200 indagati facenti capo ai clan guidati da Francesco Mallardo, che già tra il 2014 e il 2015 era agli arresti domiciliari, Patrizio ed Ettore Bosti e le tre sorelle Aieta, mogli di Edoardo Contini, Francesco Mallardo e Patrizio Bosti. È riuscita a sfuggire alla cattura Maria Licciardi.

Dalle indagini è emerso che l'organizzazione criminale aveva una fitta ramificazione e che cinque donne sono accusate di ricoprire il ruolo di capicamorra. Avevano una struttura federativa e ogni gruppo aveva dei margini di autonomia, ma c'era una direzione comune per i temi più importanti. Controllavano un numero impressionante di attività di impresa e attività come le truffe assicurative. Sono stati scoperti centinaia di casi di estorsione, ma nessuno denunciato. Avevano le mani sulla città e usavano l'ospedale San Giovanni Bosco come la loro "sede sociale" e come base logistica per le truffe assicurative.

Oltre cento arresti nell'Alleanza di Secondigliano


I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo questa mattina cento provvedimenti cautelari contro appartenenti ai clan della camorra Contini, Mallardo e Licciardi, la cosiddetta Alleanza di Secondigliano.

I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari dal Tribunale di Napoli su richiesta della Procura di Napoli e sarà il procuratore capo Giovanni Melillo a spiegare, insieme con i vertici della polizia giudiziaria, i dettagli di questa operazione in una conferenza stampa convocata per ore 11 presso la Procura.

Alle indagini hanno partecipato anche la Polizia di Stato e la Direzione Investigativa Antimafia, mentre la Guardia di Finanza ha sequestrato l'ingente patrimonio che i tre clan avevano illecitamente accumulato finora.

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