La caccia a Matteo Messina Denaro, notte di perquisizioni nel trapanese

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La caccia a complici e fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, ultimo super boss di Cosa nostra ancora latitante, continua senza sosta da parte delle forze dell’ordine. Quella appena trascorsa è stata una lunga notte di perquisizioni nel trapanese, a Castelvetrano, città di Messina Denaro, e nei centri vicini.

Il blitz è stato messo a segno dalla polizia, da 130 agenti del Servizio centrale operativo di Roma e delle squadre mobili di Palermo e Trapani, sotto il coordinamento dalla Direzione distrettuale antimafia palermitana. Come informano le forze dell’ordine l’operazione era finalizzata a raccogliere elementi utili sul sistema di protezione del boss per arrivare alla sua cattura.

Matteo Messina Denaro, che oggi ha 57 anni e che è alla macchia dal 1993, deve scontare un ergastolo per le bombe di Roma, Milano e Firenze proprio di quell'anno. Secondo gli inquirenti il boss sempre nel 1993 sarebbe stato tra gli organizzatori del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, poi sciolto nell’acido, per convincere il padre Santino a ritrattare quanto rivelato sulla strage di Capaci.

Da allora Matteo Messina Denaro è diventato un fantasma, imprendibile, nonostante il fiato sul collo di investigatori e inquirenti. Una cinquantina le perquisizioni eseguite stanotte tra Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna e Campobello di Mazara. 19 in tutto gli indagati tra presunti mafiosi, professionisti e commercianti, alcuni già in passato ritenuti complici della latitanza del boss. Che resta uccel di bosco.

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