Affidi illeciti, inchiesta Angeli e Demoni: psicologa faceva aggiunte a sfondo sessuale ai disegni dei bambini

Alcune delle vittime da adolescenti hanno manifestato profondi segni di disagio, tossicodipendenza e tendenza all'autolesionismo.

L'inchiesta Angeli e Demoni che ha sconvolto non solo Reggio Emilia, ma tutta Italia, continua con gli interrogatori dei 27 indagati, tra i quali ci sono anche il sindaco di Bibbiano, la dirigente dei servizio sociali Val d'Enza, psicoterapeuti, avvocati altri nomi illustri (potete leggerli qui). Portavano avanti un business da centinaia di migliaia di euro sulla pelle dei bambini e delle loro famiglie naturali e ora vengono contestati loro, a vario titolo, reati che vanno dalla frode processuale al depistaggio, l'abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

I particolari che emergono dalle indagini sono sempre più raccapriccianti. Intanto i macchinari a impulsi elettrici che venivano usati sui bambini di età compresa tra i 2 e gli 11 anni provenivano dagli Stati Uniti e non avevano alcuna certificazione dell'UE. Non si sa quali conseguenze possano provocare, ma già alcune delle vittime, crescendo hanno manifestato profondi segni di disagio, tossicodipendenza e tendenza all'autolesionismo.

Gli psicologi che facevano parte di questa rete senza scrupoli in alcuni casi modificavano i disegni dei bambini aggiungendo particolari a sfondo sessuale in modo da far sembrare che i piccoli, nelle loro famiglie di origine, subissero abusi, invece spesso era nelle famiglie affidatarie e nelle comunità in cui venivano portati che subivano violenze. Tra gli affidatari c'erano anche titolari di sexy shop.

Gli inquirenti spiegano che si trattava di:

"un business illecito di diverse centinaia di migliaia di euro di cui beneficiavano alcuni degli indagati, mentre altri si avvantaggiavano a vario titolo dell'indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali"

E grazie ai fondi ottenuti venivano organizzati corsi di formazione e convegni appannaggio di una Onlus, eludendo il codice degli appalti e le disposizioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Tutte le lettere che i genitori naturali scrivevano ai loro figli dati in affidamento non sono mai state consegnate e venivano nascoste in un magazzino dagli assistenti sociali. Inoltre, gli psicologi spesso indossavano maschere dell'orrore di personaggi cattivi delle fiabe per rappresentare i genitori cattivi. A un bambino era stato consigliato di fare un "funerale" al papà, in modo che lo considerasse emotivamente morto.

Il Giudice per le indagini preliminari che ha disposto le misure cautelari per il pericolo di reiterazione del reato ha scritto, a proposito degli indagati:

"La loro percezione della realtà, della propria funzione, è totalmente pervertita e asservita al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali"

Inchiesta Angeli e Demoni su affidi illeciti

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