Jesolo: baby gang contro bagnini, botte e insulti

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Jesolo - Una baby gang composta da circa 30 ragazzini si è accanita contro tre bagnini che lavorano alla Torretta 16 all'interno del Consorzio Trieste. Insulti e botte per i tre malcapitati, che sono stati aggrediti da una gang multietnica composta da ragazzi italiani e stranieri per la maggior parte di età tra i 15 e i 16 anni. I fatti risalgono a ieri pomeriggio, anche se la notizia è divenuta di dominio pubblico solo oggi. I tre bagnini sono stati costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale locale al termine di una vera e propria missione punitiva: al mattino, infatti, alcuni ragazzi erano stati dagli stessi costretti a spostarsi poiché si erano posizionati a ridosso della torretta, cosa non consentita per ragioni di sicurezza.

Federconsorzi: "Servono pene severe"

Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che per i tre bagnini finisse ancora peggio. Sull’accaduto si è espresso anche il presidente di Federconsorzi, Renato Cattai. "Pene severe contro questi teppisti - le parole riportate dal quotidiano La Repubblica - . E da parte nostra ci costituiremo parte civile. È inammissibile che succedano situazioni del genere da parte di quattro teppisti. Ai nostri angeli, perché così devono essere considerati tutti coloro che ogni giorno lavorano per la sicurezza in mare, va tutta la nostra solidarietà".

Durissima la condanna "nei confronti di quei ragazzi e del gesto compiuto la più dura condanna: oltre alla situazione in sé, ovvero gli insulti e l'aggressione - continua il presidente di Federconsorzi - , va stigmatizzato il luogo in cui il tutto è avvenuto, ovvero in mezzo ai turisti, e soprattutto il fatto che hanno impedito eventuali interventi di salvataggio".

Salvini: "Se ne vantano pure?"

L'episodio è stato anche al centro di un tweet pubblicato oggi dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Baby gang multietnica di 30 persone pesta a sangue tre bagnini di Jesolo con una spedizione punitiva e se ne vanta pure? Pene severe, senza se e senza ma. Chi sbaglia paga".


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