Omicidio Roberta Ragusa: Cassazione conferma 20 anni a Logli

roberta ragusa cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato i 20 anni di reclusione per Antonio Logli, accusato di aver ucciso e poi distrutto il cadavere della moglie Roberta Ragusa. La donna è scomparsa dalla sua casa di Gello, a San Giuliano Terme (Pisa) nel 2012 e non è stata mai più ritrovata. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso della difesa di Logli, confermando così la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Firenze nel 2018.

Antonio Logli ha atteso la sentenza in una località segreta in provincia di Pisa assieme alla nuova compagna, l’ex amante Sara Calzolaio, e alla figlia minore. Appreso dell’inammissibilità del ricorso, si sarebbe così sfogato: "Non è giusto, non ho fatto niente, non capisco perché". A Gello, invece, nella villa di famiglia Logli, c’erano il figlio maggiore e i genitori dell’uomo, che nelle prossime ore si costituirà per scontare la pena.

Lacrime di gioia per i parenti di Roberta Ragusa. Alla lettura della sentenza, la cugina Maria ha dichiarato commossa: "Finalmente si smetterà di dire che mia cugina era in giro a divertirsi. Mia cugina è morta, lo ha detto anche la Cassazione. Giustizia è fatta".

Ragusa uccisa dopo aver scoperto l'amante del marito

Roberta Ragusa scomparve nel 2012 all’età di 44 anni da Gello, dove gestiva assieme al marito una scuola guida adiacente alla propria abitazione. Il marito si difese subito parlando di un allontanamento volontario della moglie, ma secondo gli inquirenti la donna fu da lui uccisa al termine di una lite. La Ragusa avrebbe udito una telefonata in soffitta del marito con una presunta amante, Sara Calzolaio, di vent’anni più giovane. La donna era stata nella loro casa per tanti anni, prima come baby sitter poi come collaboratrice della scuola guida.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO