Vibo Valentia, Maria Chindamo fu uccisa nel 2016: arrestato pregiudicato

Sono passati più di tre anni dalla scomparsa dell'imprenditrice agricola Maria Chindamo, svanita nel nulla il 6 maggio 2016 a Nicotera (VV) all'età di 44 anni, e solo in queste ore si è arrivati ad una svolta: la donna sarebbe stata uccisa e una persona sarebbe già stata arrestata con l'accusa di concorso in omicidio volontario.

Si tratta di un pregiudicato di 53 anni, identificato come Salvatore “U Pinnularu” Ascone, ritenuto dagli inquirenti di Vibo Valentia molto vicino alle cosche di Limbadi. L'uomo è risultato essere il proprietario di un casolare situato a pochi passi dal luogo in cui fu ritrovato il suv di Maria Chindamo, al cui interno erano state rinvenute tracce di sangue.

La svolta sarebbe arrivata grazie ad un pentito del clan Mancuso, che avrebbe fatto il nome di Ascone in relazione all'omicidio dell'imprenditrice. Il movente è ancora tutto da chiarire, ma stando a quanto raccontato da uno dei tre figli della donna - la giovane Federica che in questi anni non ha mai smesso di chiedere la verità - potrebbe essere legato al suicidio del marito, avvenuto nel 2015 dopo che Chindamo aveva deciso di chiedere il divorzio.

La libertà di mamma ha imbarazzato sicuramente qualcuno e questa libertà è stata scomoda perché nel nostro territorio le donne libere fanno paura e vengono messe a tacere.

Proprio per questo motivo si sta indagando nella famiglia allargata della donna e non si esclude il possibile coinvolgimento di parenti della parte del defunto marito. Non è stato ancora possibile accertare il ruolo di Ascone nell'omicidio della donna, ma gli inquirenti ritengono che sia stato lui, il giorno prima della sparizione di Maria Chindamo, a manomettere le telecamere così da non far riprendere quello che sarebbe accaduto il giorno successivo.

L'omicidio della donna, quindi, sarebbe stato premeditato. Le indagini proseguono senza sosta e la verità non è mai stata così vicina.

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