Brescia, in carcere ingiustamente: nessun indennizzo dallo Stato

detenzione ingiusta niente indennizzo brescia

Nonostante sia stato ingiustamente in carcere, con l’accusa di stupro, non ci sarà nessuno indennizzo per Saint Petrisor, cittadino romeno di 35 anni. L’uomo tre anni fa trascorse 40 giorni in carcere dopo che la vicina di casa novantenne, di Castelcovati (Brescia), lo aveva accusato di averla violentata.

A scagionare Petrisor furono poi gli esami del Dna: solo a quel punto l’anziana accusatrice ammise di essersi inventata lo stupro o meglio di aver pianificato la trappola per il 35enne insieme a un altro vicino di casa di 72 anni, per vendicarsi di dissidi condominiali avuti con il romeno.

L’anziana aveva raccontato che l'aggressore si era introdotto in casa sua di notte e che minacciandola con un coltello aveva abusato di lei. Un piano diabolico, costato la perdita del lavoro a Petrisor che era poi dovuto tornare in Romania con la sua famiglia. Ora la decisione della Corte d’Appello di Brescia, di rigettare la sua richiesta di risarcimento, al danno aggiunge la beffa.

Ma perché l’uomo non ha diritto all’indennizzo per ingiusta detenzione? "Secondo il giudice il mio assistito non si è subito fatto trovare quando i carabinieri lo cercavano per arrestarlo. In realtà non era irreperibile, si era semplicemente trasferito da un cugino. Tre giorni dopo è andato a lavorare normalmente, dunque non intendeva affatto nascondersi o scappare. Per la Corte però questo piccolo ritardo ha rallentato le indagini" spiega l’avvocato Cristian Mongodi, al Giorno.

L’uomo non ha presentato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del giudice per il mancato rimborso e non si è costituito parte civile al processo per calunnia aggravata contro i due anziani. Probabilmente non ha più troppa fiducia nella giustizia italiana.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO