Caso Bibbiano, la responsabile dei servizi sociali agiva indisturbata

abusi e violenze sui figli varese

Il Caso di Bibbiano è sempre al centro dell'attenzione mediatica; i fatti accaduti sono gravissimi, ma ovviamente un ruolo importantissimo lo sta avendo anche la strumentalizzazione operata da tanti giornalisti e politici a fini propagandistici. Accertare le responsabilità spetterà ovviamente agli inquirenti (e poi ai giudici), che hanno diverso materiale sul quale lavorare.

Un ruolo centralissimo in questa vicenda l'ha rivestito Federica Anghinolfi, la responsabile del servizio sociale della Val d'Enza che si trova attualmente agli arresti domiciliari. La dirigente è stata lungamente intercettata e la sua condotta, stando a quanto emerge, merita prima di tutto una spietata condanna morale.

La Anghinolfi è considerata la "regista" del sistema degli affidi della Val d'Enza. In più di un'intercettazione telefonica agli atti dell'inchiesta, la dirigente rassicurava le coppie affidatarie circa la durata degli affidi, che avrebbero dovuto essere temporanei. Le famiglie affidatarie - alcune appartenenti ad associazioni Lgbt di una città del sud Italia - erano preoccupate di perdere i bambini affidati loro temporaneamente e la Anghinolfi le rassicurava puntualmente. A loro spiegava che i bambini non sarebbero mai tornati nelle famiglie di origine, perché queste sarebbero continuate ad essere ritenute "non idonee" dagli stessi servizi sociali.

In questo modo la donna assicurava di poter trasformare gli affidi temporanei in vere e proprie adozioni, infischiandosene dell'interesse preminente del minore. Queste rassicurazioni sono molto gravi soprattutto alla luce del fatto che i minori - stando agli elementi nelle mani degli inquirenti - venivano allontanati dalle proprie famiglie anche grazie a relazioni falsate, abusi inventati e lavaggi del cervello.

Questi sono dati inoppugnabili al momento, visto che il Tribunale dei Minori di Bologna ha già disposto il ricongiungimento con le rispettive famiglie per 4 dei 6 bambini coinvolti nell'inchiesta nello stesso giorno in cui sono state eseguite le ordinanze delle misure cautelari nei confronti delle 18 persone coinvolte nelle indagini, compreso il Sindaco Andrea Carletti (PD), la stessa Anghinolfi, assistenti sociali e psicoterapeuti.

Un altro fatto grave che emerge dall'inchiesta riguarda due casi di "affidi fantasma". Sulla carta due minori erano stati affidati ad una persona che, in realtà, non li ha mai accolti. Secondo quanto riportato da "Il Resto del Carlino", Federica Anghinolfi aveva seguito una pratica di affido nei confronti di una donna che però non ha mai accolto i due minori e che sostiene oggi di non aver avuto alcun ruolo nella vicenda.

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