Foto con benda e coltello, la provocazione del sindacalista di polizia

Franco Maccari, vicepresidente nazionale del Sindacato di Polizia FSP, si è esibito in una singolare e perlopiù incomprensibile protesta facendo riferimento all'omicidio del vicebrigadiere Cerciello. In segno di protesta si è fatto immortalare con una benda sugli occhi e una sulla bocca, brandendo un coltello da cucina.

Leggendo il suo comunicato, che avrebbe dovuto chiarire il senso della sua protesta, si capisce poco o nulla, a partire dal titolo che gli ha dato e che riportiamo fedelmente: "regaliamo tanti '16cm di lama di coltello' ed auguriamo che qualcuno tolga i 2 sensi usati a sproposito da tanti-troppi".

Sotto questa premessa indecifrabile, Maccari fa un elenco prendendosela innanzitutto con gli "pseudo giornalisti che aizzano i lettori e gli ascoltatori per una innocua benda, quando in contemporanea ed in tutta Italia, orde di barbari, per lo più stranieri, bendano e fanno a pezzi cittadini solo per arraffare 4 miseri spiccioli".

Poi se la prende con gli "pseudo politici e politicanti che usano strumentalmente e vigliaccamente le morti di servitori dello Stato, scambiati sempre come servi, incapaci di dare strumenti di difesa". E poi anche con "pseudo insegnanti con retaggi post 68ini di scuole che dovrebbero formare i giovani e che invece sanno solo urlare nelle piazze insulti e minacce".

E poi ancora con gli "pseudo amministratori che si preoccupano di erigere cippi e intitolare strade" invece di "ricordare con simboli veri e intitolati a persone che siano stati un esempio per tutti e per le generazioni future".

Poi Maccari dedicato un passaggio anche a "pseudo comandi generali o direzioni centrali che mentre stringono mani con i loro massimi rappresentanti raccogliendo la vera passione ed umanita' degli uomini e donne che si sono loro avvicinati, con la stessa mano vergano comunicati in cui scaricano subito i propri servitori prima ancora di accertare eventuali e non strumentali responsabilita', pongono in essere punizioni, provvedimenti disciplinari, trasferimenti.... dimostrandolo solo vigliaccheria e che la loro esistenza e' solo per difendere se' stessi e l'onore delle istituzione e non i propri uomini..."

Infine Maccari ha attaccato anche i "pseudo magistrati che dovrebbero incondizionati ed essere sempre al di sopra di tutto e tutti, salvo dimostrare una sensibilita' straordinaria, oltre che alle loro stesse promozioni, alle interpretazioni piu' fantasiose pur di recidere, strozzare, incalzare, sminuire le attivita' dei servitori dello stato ..... in un vortice che ormai ha quasi annientato la vera essenza degli uomini e donne delle forze di polizia: la disponibilta' ed intrapendenza personale....".

Lanciandomi in un'interpretazione delle sue parole, Maccari ha cercato di manifestare la propria indignazione per il fatto che la foto di Natale Hjort bendato all'interno della caserma dei carabinieri sia stata condannata da una parte dell'opinione pubblica.

Per Maccari questa è una bazzecola se paragonata al fatto che un carabiniere è stato ucciso. Dove risieda il nesso tra le due cose lo sa, evidentemente, solo Maccari. È chiaro per chiunque dotato di buon senso che un omicidio sia più grave del maltrattamento - perché tale è - di un sospettato. In alcun modo e in nessun caso, però, gli appartenenti alle forze dell'ordine hanno il diritto di bendare una persona che si trova sotto la propria custodia.

Per quanto questa cosa possa piacere o meno a Maccari, chi veste una divisa delle forze dell'ordine ha il dovere di adempiere ai suoi compiti con disciplina ed onore. Sempre. A differenza sua, mi auguro che ci siano sempre "pseudo giornalisti" pronti ad indignarsi ed a trasmettere questa indignazione. Al tempo stesso mi auguro che ci siano sempre "pseudo comandi generali" pronti a difendere l'onore delle forze dell'ordine punendo e isolando chi si macchia di comportamenti lesivi della dignità umana; soprattutto quando questi rischiano di danneggiare il buon esito di un processo che deve accertare le circostanze che hanno portato alla morte di un carabiniere.

Il Sindacalista Maccari con il suo comunicato non ha certamente reso un servizio a chi veste una divisa con l'obiettivo di onorarla.

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