Carabiniere ucciso a Roma: "Cerciello era in servizio, ma aveva dimenticato la pistola" - VIDEO

Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio, era in servizio quando è intervenuto insieme al collega Andrea Varriale nel quartiere Prati, ma aveva dimenticato la pistola di ordinanza.

Lo ha riferito il procuratore di Roma Michele Giarritta Prestipino durante la lunga conferenza stampa tenuta questa mattina presso la sede del comando provinciale dei carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina finalizzata a fare chiarezza sul delitto che sta tenendo banco sulle prime pagine di tutti i quotidiani italiani e non solo.

Il procuratore e il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, hanno ripercorso la dinamica di quella sera, dall'acquisto di aspirina spacciata per cocaina in zona Trastevere all'arresto dei due giovani statunitensi e il loro interrogatorio.

Per gli inquirenti "la ricostruzione attenta e scrupolosa ha dimostrato la correttezza e regolarità di questo intervento, analogo e ricorrente nella città di Roma. Cerciello Rega e Andrea Varriale non si aspettavano di trovare una persona armata a quell'incontro e la brutale aggressione che ha portato alla morte dei vicebrigadiere è stata talmente rapida da non aver dato tempo ai due militari di reagire:

Nel momento in cui si sono qualificati sono stati immediatamente aggrediti, pochi attimi in cui Varriale è stato sopraffatto e buttato a terra.

Varriale, hanno spiegato in conferenza stampa, non ha avuto neanche il tempo di estrarre la pistola. I due aggressori si sono dati alla fuga e lui, sotto shock, si è subito concentrato sul collega ferito in modo gravissimo.

Sulla regolarità dell'interrogatorio dei due statunitensi, gli inquirenti hanno sottolineato che tutto si è svolto in modo assolutamente regolare, al netto della foto che ha fatto scalpore e su cui si sta indagando da giorni:

Gli interrogatori sono stati effettuati con tutte le garanzie difensive, alla presenza dei difensori, dell'interprete e previa lettura di tutti gli avvisi di garanzia previsti dalla legge. Gli interrogatori sono stati anche registrati.

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