Carabiniere ucciso, il padre di Elder a Roma: "Ora temo maltrattamenti su mio figlio"


"La prima cosa che vorrei sapere è qual è la prassi burocratica per poter rivedere in carcere mio figlio" ha detto Ethan Elder al suo arrivo oggi a Roma, da Oakland. Come spiega l’Ansa queste sono state le uniche parole pronunciate dal padre di Finnegan Lee, uno dei due americani arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, al suo sbarco a Fiumicino, assediato da telecamere e giornalisti.

Finnegan Lee Elder è il 19enne reo confesso dell’omicidio del vicebrigadiere, il giovane è accusato di aver materialmente accoltellato Cerciello Rega, per ben 11 volte, nella notte del 26 luglio a Roma, durante un controllo di polizia. Finnegan secondo quanto dichiarato dal padre prima della partenza per l’Italia "è una brava persona", senza macchie, ma nelle ultime ore è venuto fuori che il ragazzo aveva dei precedenti violenti. E dagli Usa si era portato dietro un coltello con 18 cm di lama, l’arma che ha ucciso il carabiniere.

Più tardi Ethan Elder ha parlato ancora mostrandosi preoccupato per il trattamento che potrebbe aver ricevuto o ricevere il figlio: "Ho visto la foto di Natale Hjord (l’amico di scuola arrestato con il figlio, Ndr) bendato che girava sui vari siti. Sono molto preoccupato per la salute di mio figlio e spero che sia assistito da un medico. Mia moglie è disperata. Siamo stati rassicurati e ci è stato detto che non è stato maltrattato".

Nessun pensiero pubblico dall’Italia per il carabiniere ucciso nell’esercizio delle sue funzioni. Raggiunta da Mediaset era stata invece la moglie di Elder a dire che la famiglia è affranta per la morte del militare dell’Arma: "I nostri pensieri sono per il carabiniere Rega. Abbiamo il cuore spezzato, siamo devastati".

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