Carabiniere ucciso, i dubbi dei pm. Il padre di Natale-Hjorth: "Mio figlio non sapeva nulla del coltello"


Sulle circostanze che hanno portato alla morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso a Roma con undici coltellate nella notte del 26 luglio, ora indaga anche la procura militare.

Quello che si vuole capire è innanzitutto perché il sottufficiale fosse in servizio, in borghese insieme a un collega, ma senza la pistola d’ordinanza. "L’aveva dimenticata" hanno fatto sapere dall’Arma ma la procura militare evidentemente vuole vederci chiaro, a partire dalla "mancata consegna" di cui il vicebrigadiere sarebbe stato chiamato a rispondere se ancora in vita.

Secondo quanto ricostruito fin qui, Cerciello Rega e il collega quella notte erano impegnati in zona Trastevere, a piazza Mastai, in un presunto blitz antidroga. I due giovani americani fermati per l’omicidio del carabiniere - Finnegan Lee Elder, reo confesso del delitto, e Gabriel Christian Natale-Hjort - avrebbero rubato un borsello a una persona indicata prima come intermediario di pusher e poi come informatore dei carabinieri (qualifiche che il diretto interessato ha smentito), chiedendogli poi soldi e droga per restituirlo.

Le indagini sulla morte del vicebrigadiere

All’appuntamento per il cavallo di ritorno si presentarono però i carabinieri Cerciello Rega e Andrea Varriale che sarebbero intervenuti su segnalazione del soggetto derubato del borsello, il quale "aveva paura" di affrontare da solo i due americani. Questa versione è al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di chiarire i punti oscuri della vicenda. I pm romani acquisiranno turni e relazioni di servizio della stazione Farnese, dove era di stanza Cerciello Rega. Ci sono dubbi sugli atti già in possesso dagli inquirenti?

L'obiettivo sarebbe quello di accertare l’effettiva presenza in turno di Cerciello dalla mezzanotte alle 6 del mattino del 26 luglio scorso. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due americani, Varriale sarebbe arrivato da solo a Trastevere all'1.19 per essere poi raggiunto dal vicebrigadiere Cerciello. I carabinieri però hanno sempre detto che i due militari erano insieme.

Da quanto ricostruito finora, altri quattro carabinieri fuori servizio sarebbero intervenuti quella notte per fermare l’attività di spaccio in piazza Mastai ma al momento dell’accoltellamento insieme al vicebrigadiere sarebbe stato presente solo il Varriale. Nella colluttazione scaturita dal blitz Cerciello Rega è stato ucciso con undici fendenti sferrati, per sua stessa ammissione, dal 19enne Finnegan Lee Elder che andava in giro con 18 cm di lama.

I genitori degli americani arrestati a Roma

Il padre del ragazzo ieri è giunto a Roma dicendosi "molto preoccupato la salute del figlio" e confidando che non venga maltrattato.

Anche il padre dell’altro americano arrestato per l’omicidio, la cui foto bendato in caserma ha fatto il giro del mondo, è giunto ieri a Roma dall’America. Fabrizio Natale ha fatto visita al figlio in carcere, "un incontro duro per entrambi", poi il legale del giovane ha riferito che Natale-Hjorth era all’oscuro del fatto che l’amico Finn avesse con sé un coltello da Marines. Il ragazzo - ha proseguito l’avvocato - "non riesce a darsi pace per quello che è successo" ma "siamo pienamente convinti della sua innocenza".

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