Carabiniere ucciso, Elder si difende: "Avevo paura di essere strangolato". La famiglia: "Torni presto a casa"

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Finnegan Lee Elder - uno dei due giovani americani arrestati per l’omicidio del carabiniere Mario Ciercello Rega, il 26 luglio a Roma - cambia versione.

Il 19enne che dopo l’arresto aveva subito ammesso di essere l’autore delle undici coltellate che hanno provocato la morte del militare dell’Arma, ora fa sapere di aver reagito in quel modo perché temeva per la sua di vita:

 "Ci ha detto che aveva paura di essere strangolato e di essere oggetto di un'aggressione da parte di Cerciello quella notte. Non sapeva che fosse un carabiniere" spiegano i legali di Elder, avvocati Renato Borzone e Roberto Capra.

Cerciello e il collega Andrea Varriale quella notte erano in servizio in abiti civili, impegnati in un presunto blitz contro lo spaccio di droga. Finn Lee Elder a quanto si apprende non ha replicato la confessione dell’omicidio davanti al gip.

La famiglia intanto, dopo aver fatto sapere che teme maltrattamenti sul ragazzo, continua a difenderlo e da San Francisco auspica che "la verità venga fuori e nostro figlio torni presto a casa. Abbiamo l'impressione che l'opinione pubblica abbia avuto un resoconto incompleto della verità degli eventi" ha detto l'avvocato degli Elder Craig Peters.

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