Chioggia (VE), lido chiuso per razzismo e violenze: "Qui i neri non entrano"

Il razzismo è ormai sempre più diffuso in Italia, nonostante ciò che rimane del governo gialloverde si ostini a negare l'evidenza. Mai prima d'ora in Italia, però, si era arrivati alla chiusura temporanea di uno stabilimento balneare a causa del razzismo di almeno una parte del personale della struttura.

È accaduto a Chioggia, in Veneto, dove la licenza di uno stabilimento balneare è stata sospesa per 15 giorni dal Questore di Venezia proprio a causa delle violenze a sfondo razzista registrate in queste ultime settimane e al razzismo di fondo che avrebbe portato il personale della struttura ad allontanare le persone di colore ed usare la violenza di fronte al rifiuto di queste ultime di allontanarsi.

L'ultimo episodio si è verificato sabato scorso, quando un uomo di 43 anni è stato spinto fuori dal locale e colpito con calci e pugni da uno dei buttafuori, riportando la frattura di perone e mascella e ottenendo una prognosi di 30 giorni al pronto soccorso. Il motivo? Il colore della pelle dell'uomo, non gradito dai responsabili dello stabilimento Cayo Blanco.

Solo pochi giorni il personale della sicurezza della struttura aveva impedito l'accesso ad un cittadino italiano di origine etiope con lo stesso motivo: "Chi ha la pelle scura non entra". E così il giovane si era rivolto ai carabinieri, che hanno scoperto come quello riservato al 20enne italiano era pressoché la norma.

E la Questura di Venezia parla chiaro. Il comportamento del personale della struttura ha "pericolosamente minato diritti costituzionalmente garantiti quali la pari dignità sociale senza distinzione di sesso, razza, lingua e di religione, diritti che devono essere garantiti anche dagli esercizi pubblici in Italia.

Non solo. Le discriminazioni messe in atto avrebbero generato un elevato allarme sociale e una "preoccupante minaccia all'ordine e alla sicurezza pubblica, aggravata da aspetti di deriva razziale, in special modo se riferiti ad un luogo di ritrovo per un significativo numero di giovani".

Per questo motivo si è deciso di sospendere temporaneamente la licenza allo stabilimento balneare nel periodo più caldo della stagione, con la speranza che le perdite economiche servano a far capire ai responsabili che comportamenti razzisti e xenofobi non sono tollerate nel nostro Paese, al di là dei messaggi in arrivo dai vertici dell'esecutivo gialloverde.

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