Terremoto Centro-Italia: tre anni dopo ad Amatrice e Accumoli si raccolgono ancora macerie

La ricostruzione è cominciata, ma è bel lontana dall'essere completata.

È il giorno del ricordo, del dolore e del silenzio ad Amatrice e Accumoli, le due cittadine più colpite dal terremoto del 24 agosto 2016. Tre anni dopo la normalità è ancora lontanissima. Ci sono ancora macerie da raccogliere e la ricostruzione, anche se è iniziata, non si sa entro quanti anni sarà completata.

E tutto questo mentre sono ancora in corso inchieste e processi, come quelli sul crollo delle due palazzine ex Ater di Largo Sagnotti ad Amatrice o quella per il crollo della torre campanaria di Accumoli e poi ancora il processo, giunto all'udienza preliminare, del crollo dell'ex Una Casa di Largo Sagnotti, mentre per il crollo del convento Don Minozzi di Amatrice, dell'Hotel Roma, di una casa in Corso Umberto I si è ancora nella fase delle indagini preliminari. Si sta per aprire, invece, il dibattimento sul crollo del B&B di Saletta.

Questa notte, alle ore 3:36, l'ora del terribile terremoto di tre anni fa, ad Amatrice e Accumoli ci sono stati i rintocchi di campana per ognuna delle vittime, 249 ad Amatrice, 11 ad Accumoli, 299 in totale. Alle 11 di questa mattina, presso il Palazzetto dello Sport, sarà celebrata la Santa Messa dal Vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili e la si potrà vedere in tutta Italia in diretta su Rai1.

Per quanto riguarda la ricostruzione, si sta ancora ultimando la rimozione delle macerie, la Diocesi di Rieti è a lavoro per sistemare le 70 chiese danneggiate, mentre sono in fase di progettazione un'ottantina di interventi di ricostruzione pubblica tra scuole, ospedali, caserme, municipi, chiese, opere di urbanizzazione, per un totale di circa 120 milioni di euro. Per ora sono stati completati 40 interventi, 5 sono in esecuzione, 10 in fase di inizio dei lavori.

Il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, ha fatto un appello:

"Faccio appello alla stampa, alle Istituzioni, ai politici affinché il volere dei familiari delle vittime sia rispettato. Siamo a disposizione 364 giorni l'anno, quella notte abbiamo bisogno di stare tra noi, senza telecamere, senza persone esterne alla comunità amatriciana"

Amatrice tre anni dopo il terremoto

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