Jovanotti e la bufala sull'investimento in Bitcoin: la truffa imperversa sui social

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Nonostante le numerose segnalazioni da settimane, su Facebook continuano a circolare post fake che cercano di attirare gli utenti una notizia farlocca su un investimento da parte del cantautore Jovanotti in Bitcoin. Una vera e propria truffa, che a quanto pare i filtri di Marck Zuckerberg non riescono ad arginare. Appena viene bloccata un’inserzione fittizia, ne spunta un’altra che rimanda magari ad un altro link esterno, ma confezionato con gli stessi criteri e i medesimi obiettivi, ovvero quelli di attirare le allodole.

Appena si clicca sui link sponsorizzati tramite il social network, si accede a landing page confezionate per imitare testate autorevoli, come ad esempio La Repubblica, ma già alla vista del permalink emerge chiaramente che non si tratti di siti affidabili. I testi, poi, sono spesso scritti in un italiano maccheronico, e pubblicizzano presunti investimenti in criptovalute, soprattutto Bitcoin, da parte di Jovanotti, ma spesso i protagonisti sono anche altri personaggi di spicco dello spettacolo o della politica, come Luigi Di Maio o Matteo Salvini.

Jovanotti e lo spot falso a Che tempo che fa

Graficamente i link di “atterraggio” sono ben fatti, ma basta leggere qualche riga per capire che si tratti di testi spesso confezionati da utenti stranieri tramite traduttori automatici: “Roma - La cantautore ed rapper, Jovanotti, si è fatto un nome grazie alla sua capacità di parlare senza peli sulla lingua…”. Gli articoli palesemente farlocchi pubblicizzano presunti “spot” alle criptovalute fatti dai vip (Jovanotti è quello più gettonato negli ultimi giorni) durante importanti trasmissioni televisive. Nel caso del cantautore, avrebbe invitato i telespettatori ad investire in Bitcoin Future durante la trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.

Truffa Bitcoin: indaga la polizia postale, Facebook fa spallucce

Niente di più falso, eppure a quanto pare assai funzionante nei confronti di tantissimi utenti che con molta leggerezza hanno cliccato e continuano a cliccare i link proposti in calce a questi articoli truffa e che indirizzano a siti assai pericolosi. La polizia postale è al lavoro ormai da giorni, mentre Facebook a Wired ha già confermato che i controlli su questo tipo di inserzioni siano costanti e che l’unica arma affinché vengano bloccati con tempestività sia la segnalazione da parte degli utenti.

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