Permesso premio al killer, fuori dal carcere per i suoi 18 anni: Bonafede invia gli ispettori

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha inviato gli ispettori per eseguire tutti gli accertamenti del caso sul permesso premio concesso per festeggiare i suoi 18 anni a uno dei tre condannati per l'omicidio di Francesco Della Corte, il vigilante ucciso il 16 marzo scorso fuori dalla metro di Piscinola, a Napoli.

L’uomo venne aggredito alle spalle a colpi di spranga fino a ucciderlo. Le verifiche disposte da Bonafede sono volte "a valutare la correttezza della procedura ed eventuali condotte disciplinarmente rilevanti". Il killer, minorenne all’epoca dei fatti, è stato condannato a 16 anni e mezzo per quell’omicidio.

La figlia del vigilantes ha parlato di vicenda vergognosa: "A chi gli ha accordato il permesso mi permetto di ricordare che di recente ho compiuto 22 anni ma non ho spento candeline e non ho avuto torte e regali. E lo sa perché? Perché chi oggi festeggia ha ucciso mio padre, la persona più importante della mia vita".

Anche i sindacati di polizia penitenziaria hanno definito la decisione incomprensibile. "Sempre più spesso la polizia penitenziaria deve eseguire bizzarre scorte per eseguire fantasiose ordinanze dell'Autorità Giudiziaria, ma questo caso indigna e lascia sgomenti" ha commentato l’Uspp.

Il presidente dell'Uspp Giuseppe Moretti e il segretario campano Ciro Auricchio sottolineano che l'accaduto è ancora più grave perché il beneficiario del permesso "non si è ravveduto" e "non si è mai scusato con la famiglia" della vittima. "È lecito far uscire i condannati dal carcere ma per favorire percorsi di rieducazione" e non per farli partecipare "ad eventi ludici, come spettacolo e feste private" concludono i due sindacalisti.

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