Asportarono per sbaglio lo stomaco a una paziente: processo contro due chirurghi

I legali della donna: "Diagnosi di tumore maligno completamente sbagliata".

Due chirurghi a processo per aver asportato stomaco

Nel 2016 una donna di 53 anni si è vista asportare lo stomaco da due chirurghi dell'Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni che le avevano diagnosticato un tumore maligno. Ora i due medici sono finiti sotto processo perché, secondo la Procura di Monza, le hanno provocato una "malattia certamente o probabilmente insanabile" e la perdita di un organo che, in realtà, non doveva essere asportato. Secondo quanto affermano i legali della donna, la diagnosi era "totalmente sbagliata".

Il Pm di Monza, Alessandro Pepè, ha disposto la citazione diretta a giudizio dei due medici per lesioni colpose gravissime. I due erano "primo" e "secondo" chirurgo e ora dovranno presentarsi davanti al giudice Angela Colella il 17 settembre. È stata citata anche la Multimedica Spa come responsabile civile.

Il legale della donna danneggiata ha spiegato che da parte dei medici c'è stata una "inaudita gravità del comportamento negligente ed imperito" e anche una "incomprensibile e inaccettabile indifferenza" sia da parte dei dottori che delle struttura sanitaria "nei confronti delle sorti della paziente e delle immani sofferenze a lei inferte".

La 53enne è stata sottoposto a gastrectomia totale il 4 aprile 2016 e da allora in dieci mesi ha perso 30 kg non riuscendo più ad avere una vita normale. La paziente diede il "consenso informato" all'asportazione, ma le informazioni che le erano state date non erano esatte né complete.

Infatti il suo legale ora evidenzia che la diagnosi di tumore maligno si è rivelata "totalmente sbagliata e priva di qualsiasi riscontro" e i due medici hanno "interpretato in maniera completamente errata la Egds e la Tac addominale del 31 marzo 2016" formulando così una "errata diagnosi di carcinoma gastrico" senza aspettare l'esito delle biopsie e senza informare la donna dell'assenza di questi esiti. Non le hanno neanche spiegato "le ragioni della scelta di eseguire un'asportazione totale rispetto alla possibilità di procedere ad una asportazione parziale dell'organo"

Il Pm ha spiegato che nel corso dell'intervento di asportazione i due medici non sono state eseguite biopsie "per acquisire ulteriori elementi di valutazione" e non hanno neanche rispettato "le linee guida in materia che impongono, ove possibile, di privilegiare un'asportazione parziale", eseguendo subito quella totale che ha poi dato così tanti problemi alla paziente.

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