Ilaria Alpi, gip rigetta richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini


L'inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e del suo cineoperatore Miran Hrovatin, il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, va avanti. Il gip di Roma Andrea Fanelli oggi ha rigettato la richiesta di archiviazione dell'indagine relativa al duplice omicidio, avvenuto in circostanze mai chiarite e che sarebbe stato oggetto di successivi presunti depistaggi.

In ogni caso un delitto che è stato ritenuto legato a un tentativo di rapina/rapimento o all’attività professionale della giornalista del Tg3, inviata in Africa dal ’92. Il gip ha disposto nuove indagini ordinando l’acquisizione degli atti relativi al fascicolo sull’uccisione del giornalista Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia nel 1988, per verificare eventuali possibili collegamenti tra i due casi.

"In una vicenda segnata da tanti lati oscuri e financo da errori giudiziari, l'approfondimento, condotto senza riserve, degli ulteriori temi di indagine appare essenziale al fine di cercare di dare una risposta alla domanda di giustizia attesa ormai da 25 anni dai familiari delle persone offese e da tutti i cittadini interessati a conoscere la verità" scrive il giudice nel rigettare l’archiviazione.

E ancora: "L'attività di indagine deve essere completa, esauriente ed approfondita tanto più in relazione a vicende come questa, assai complesse costellati di episodi quantomeno singolari se non addirittura dolosi, che hanno reso assai più arduo l'accertamento della verità dei fatti".

Questa è la seconda volta che la richiesta di archiviazione per gli omicidi Alpi e Hrovatin viene rigettata. Contro la chiusura del caso si erano espressi i familiari della giornalista, l’Ordine dei giornalisti, la Fnsi e l’Usigrai. Le nuove indagini dovranno essere portate a termine entro 6 mesi.

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(ultimo aggiornamento 5 ottobre 2019)

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