Poliziotti uccisi a Trieste, il killer non parla. Polemiche sulla sicurezza in questura (VIDEO)


Due famiglie distrutte e una città sconvolta. Trieste si è svegliata stamattina sotto il peso del duplice omicidio di ieri pomeriggio quando due agenti di polizia di 31 e 34 anni sono stati uccisi da un immigrato dominicano, regolare in Italia secondo quanto scrive oggi la Repubblica.

Agenti uccisi a Trieste, cosa si sa

L’uomo si trovava in questura con il fratello per autodenunciarsi del furto di un motorino. Secondo la ricostruzione dei fatti il killer, un 29enne che soffrirebbe di problemi psichici, a un certo punto avrebbe chiesto di andare in bagno, quindi - essendo senza manette - sarebbe riuscito a rubare la pistola d’ordinanza a uno degli agenti uccisi (secondo altre versioni a tutti e due) per poi aprire il fuoco contro i poliziotti che si stavano occupando del suo caso.

Si parla di diversi colpi di pistola esplosi, dagli 8 ai 15. Alejandro Augusto Stephan Meran, questo il nome dell’omicida, è stato poi ferito dalla stessa polizia che ha risposto al fuoco e lo ha arrestato insieme al fratello. Davanti agli inquirenti ieri sera Meran non ha aperto bocca, avvalendosi della facoltà di non rispondere. L'indagato si trova all'ospedale Cattinara in stato di fermo.

Polemica sugli equipaggiamenti mancanti per i poliziotti

Intanto dopo il momento del dolore e del cordoglio è già tempo di polemiche. La sparatoria in questura fa gridare i sindacati all’allarme sicurezza per le forze dell’ordine: "È da tempo che chiediamo a gran voce dotazioni idonee. Abbiamo bisogno di maggiori tutele" dice il segretario generale del Sap Stefano Paoloni.

I sindacati denunciano la mancanza di equipaggiamenti come ad esempio il taser che in casi del genere avrebbe potuto fare la differenza, anche se pare che fino al momento della sparatoria Maran - poi definito "instabile" dagli agenti - non avesse dato segni di alterazione tali da farlo ammanettare.

In proposito il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, raggiunto telefonicamente da Skytg24, ha invitato a fare come la polizia americana: stringere senza troppi complimenti le manette ai polsi senza preoccuparsi di chi farà le foto o meno "perché i tempi sono cambiati".

Anche il segretario del Consap Cesario Bortone insiste sull’importanza degli equipaggiamenti: "I fatti di Trieste dovrebbero accelerare quello che Consap chiede da tempo ossia la fornitura a tutto il personale dei gap sottocamicia, giubbotti che si indossano più agevolmente di quelli tattici dal costo di poche centinaia di euro, e che proprio in circostanze come queste potrebbero salvarci la vita".

La polizia su Twitter ha voluto ringraziare per la vicinanza e la solidarietà dimostrata al corpo. Oggi a Trieste è stato proclamato il lutto cittadino.

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