Agenti uccisi a Trieste, il killer ha esploso più di 20 colpi: i 5 minuti di inferno in Questura

È stato convalidato il fermo di Alejandro Augusto Meran, il 29enne piantonato all’ospedale di Trieste, accusato di aver ucciso due poliziotti nella questura della città giuliana venerdì pomeriggio. Secondo quanto riporta Adnkronos l’immigrato dominicano, regolare in Italia, avrebbe esploso in tutto ventitré colpi con le pistole di ordinanza sottratte ai due agenti morti, Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

Su armi e fondine (di cui almeno una, quella di Rotta, sarebbe stata usurata) sono in corso gli accertamenti. Ieri davanti al gip Meran non ha aperto bocca. Il magistrato al di là dei gravi indizi, delle testimonianze, dei riscontri della scientifica e dei video delle telecamere di sorveglianza dentro e fuori la questura, ha motivato l’esigenza cautelare con il "concreto pericolo di fuga" del giovane.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quella manciata di minuti in cui si è scatenato l’inferno in questura: Meran chiede di andare al bagno, l’agente Rotta lo accompagna, ma l’assenza di telecamere nel corridoio che porta ai servizi igienici non aiuta a capire cosa sia successo in quegli istanti.

Chi indaga non può contare nemmeno sulla presenza di testimoni in quel momento nel corridoio. Secondo la ricostruzione di Repubblica dopo aver sentito gli spari provenire dal bagno, l’agente Demenego esce dalla stanza in cui era rimasto ma viene subito colpito da tre proiettili e cade a terra.

A quel punto Meran gli si avventa addosso strappandogli la fondina con tutta la pistola prima di correre nell’atrio della questura, ripreso dalle telecamere. Nella mano destra il ragazzo impugna la pistola di Rotta, nella sinistra ha la fondina di Demenego, quindi esplode cinque colpi verso la postazione del piantone che riesce e ripararsi dietro il muro mentre un collega replica al fuoco.

Meran riesce a sparare altri colpi contro le auto davanti alla questura prima di essere raggiunto da un proiettile all’inguine esploso da un agente. Il giovane, affetto da problemi psichici, è ora accusato di duplice omicidio e di otto tentati omicidi: poteva essere una vera e propria strage, dicono gli inquirenti.

Alla fiaccolata di ieri sera in città in onore dei due agenti uccisi hanno partecipato in migliaia con candele accese e applausi sotto la questura teatro dell’assurda tragedia.

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