Strage di Capaci, le rivelazioni del pentito: "A mettere la bomba fu un poliziotto"


Nuovi veleni sulla strage di Capaci, in cui il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta. Secondo alcune dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia (un ex agente della polizia penitenziaria appartenente alla famiglia mafiosa di Caltanissetta) sarebbe stato un insospettabile poliziotto a mettere sotto l'autostrada l'esplosivo della strage alle porte di Palermo.

Il pentito in questione ha 54 anni e dal 2009 collabora con la giustizia. Secondo la Repubblica l’uomo avrebbe chiesto di parlare di nuovo con i magistrati che indagano sulle stragi di mafia del 1992 in Sicilia, sulle uccisioni dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Secondo il pentito questo agente infedele, soprannominato il “turco”, gli avrebbe confidato "di aver partecipato alla fase esecutiva delle strage", si sarebbe infatti occupato "del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, operazione eseguita tramite l’utilizzo di skate-bord".

L’uomo ha spiegato ai pm di aver taciuto la circostanza per tutti questi anni per il timore di vendette: "Fino ad oggi ho avuto paura di mettere a verbale certi argomenti, temevo ritorsioni per me e per la mia famiglia. Ma, adesso, i tempi sono maturi perché si possano trattare certi argomenti".

La storia della strage di Capaci e di quella di Via D’Amelio (in cui morirono Borsellino e cinque agenti della sua scorta) saranno riscritte? I pm di Caltanissetta indagano.

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