Omicidio Luca Sacchi, il pm: "Trattativa per droga finita nel sangue"

"C'erano mazzette di denaro nello zaino della fidanzata"

Rispetto a quanto è emerso inizialmente si sta delineando un quadro ben diverso legato alla morte di Luca Sacchi, il personal trainer 24enne ucciso mercoledì sera davanti a un pub in zona Colli Albani, a Roma. Il ragazzo è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa e in un primo momento si era parlato di una morte totalmente assurda, ad opera di due giovani romani al culmine di un tentativo di rapina ai danni di Anastasia, la fidanzata della vittima.

Le indagini fin qui svolte hanno invece fatto emergere un quadro ben diverso che comunque - è bene sottolinearlo - non rende meno tragico quanto avvenuto. Il Pm incaricato delle indagini ha infatti ricostruito la vicenda nel decreto di fermo per Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni di San Basilio fermati per l'omicidio.

Secondo quanto ha scritto il Pm, i due fermati "avrebbero dovuto consegnare dello stupefacente a un gruppo di amici della vittima, ma in realtà erano intenzionati a rapinare i giovani dei soldi che sapevano detenere in uno zaino da una donna, senza consegnare la droga".

Era una somma ingente quella detenuta nello zaino della ragazza, come confermato da un teste presente sul posto prima che la situazione degenerasse. I magistrati hanno infatti citato le sommarie informazioni rese da un uomo che pare aver "direttamente vissuto le fasi precedenti il delitto". Questo personaggio avrebbe infatti verificato di persona che i potenziali acquirenti avessero con loro il denaro necessario per fare l'acquisto, evidentemente rilevante.

Sempre secondo questo giovane, nello zaino da donna erano presenti "due mazzetti da 20 e da 50 euro". Questo testimone, secondo il suo racconto, sarebbe stato incaricato proprio da Del Grosso - uno dei due fermati - di fare questa verifica.

Del Grosso e Pirino, dopo aver avuto conferma della presenza del denaro avrebbero deciso di rapinare Luca e la sua fidanzata, senza consegnare loro alcuna sostanza. Nel decreto è stata riportata questa ricostruzione: "i due a bordo di una Smart di colore chiaro, armati di un revolver calibro 38 e di una mazza da baseball in via Teodoro Momsen e all'uscita del pub John Cabot si avvicinavano alla vittima e alla fidanzata Anastasia che deteneva il denaro nello zaino a spalla e mentre Pirino la colpiva con una mazza alla nuca intimandole di consegnare lo zaino che le strappava una volta a terra, Del Grosso alla reazione di Sacchi che affrontava l'aggressore esplodeva contro Sacchi un colpo di arma da fuoco da distanza ravvicinata in direzione del capo".

Al momento la vicenda non è totalmente chiara, anzi. Domani i Pm interrogheranno i due fermati e potrebbero emergere ulteriori elementi.

La versione della fidanzata e della famiglia della vittima

Anastasia, la fidanzata di Luca, ha rifiutato questa ricostruzione dei fatti, ribadendo di aver subito un'aggressione da parte di due sconosciuti: "La droga non c’entra. Luca era lì per guardare il fratellino piccolo che si trovava nel pub. Luca non ha mai incontrato gli spacciatori. Non ho visto e sentito nulla. Ho sentito solo la voce di un ragazzo romano e giovane. Mi ha detto ‘dammi sto zaino’. E Luca mi ha protetto come ha sempre fatto: l’ha messo a terra e forse per questo si sono spaventati".

Anche il legale della famiglia della vittima ha confermato questa versione dei fatti: "Prima di donare gli organi, come è stato scelto dalla famiglia, l’ospedale ha effettuato tutti gli accertamenti clinici e tossicologici, che hanno dato esito negati e dunque si è proceduto all’espianto. Luca era un atleta, naturista e salutista e non usava nulla che potesse danneggiare il suo equilibrio sia nell’animo che nel corpo". Inoltre l'avvocato ha ribadito che Luca non conosceva i due fermati.

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