Omicidio Luca Sacchi: i killer non erano soli, dubbi sulla versione della fidanzata

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Dalle indagini emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo che avrebbe difeso la fidanzata dopo un’aggressione per una tentata rapina. Dalle immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza di un negozio di tatuaggi in via Franco Bartoloni emerge chiaramente che non vi sia stato il tempo per una colluttazione. Da quando la Smart di Del Grosso e Pirino spunta in via Mommsen e lo sparo passa solo un minuto: troppo poco per confermare il racconto di Anastasiya, la fidanzata di Luca. In un minuto ci sarebbe stato il tentativo di scippare lo zainetto alla ragazza, la reazione del personal trainer, la colluttazione, la reazione degli aggressori, lo sparo alla nuca.

Il proiettile esploso da Valerio Del Grosso va a finire contro la vetrina del pub per finire tra i piedi di una ragazza. Due ragazzi stanno bevendo birra davanti ad una vetrina, uno esce per capire cosa sia successo e vede Anastasiya che cerca di tamponare la ferita di Luca, prima di tornare indietro visibilmente nel panico. Più tardi, la fidanzata di Luca Sacchi entra nel negozio di tatuaggi per lavarsi le mani ed uscirà poco dopo per restare seduta su un gradino nei paraggi fino all’1:30.

Altri due coinvolti nello scambio di droga

Verifiche in corso sulla quantità di soldi presenti nella borsa della ragazza: si tratterebbe di molto più dei duemila euro di cui si è detto inizialmente. Pare fossero 10 o addirittura 20 mila euro: gli amici di Luca parlano di un’esecuzione in piena regola, perché se la cifra potrebbe confermare l’ipotesi della rapina, il colpo sparato alla nuca solleva più di un dubbio in merito alla versione della colluttazione. Chi lo conosceva bene, sostiene che Luca Sacchi fosse un ragazzo tranquillo e i parenti propendono per uno scambio di persona. Nessun equivoco, invece, secondo gli inquirenti: il ragazzo non era probabilmente coinvolto nello scambio di droga, ma forse aveva un ruolo di guardaspalle. Due amici della vittima, fin qui ritenuti solo dei testimoni oculari, potrebbero aver avuto un ruolo attivo nella transazione illegale.

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