Omicidio Sacchi, l'autopsia conferma: Luca si difese dai colpi di mazza

Luca Sacchi si difese prima di venire ucciso. Ad accertarlo è stata l'autopsia disposta dal pubblico ministero, che ha evidenziato delle ecchimosi sugli arti superiori del corpo della vittima, a dimostrazione del fatto che vi fu una colluttazione prima dello scoppio del colpo di pistola.

I lividi analizzati sono compatibili con il fatto che Sacchi abbia tentato di ripararsi dai colpi di mazza da baseball diretti, nelle intenzioni degli aggressori, al volto. Questo elemento conferma la natura estremamente violenta dell'azione di Paolo Pirino e Valerio Del Grosso, quest'ultimo individuato come esecutore materiale del delitto.

La salma del giovane è stata ora restituita alla famiglia, che potrà organizzare il funerale.

L'analisi dei contatti telefonici

La Procura, intanto, prosegue nella sua analisi dei tabulati telefonici delle persone coinvolte in questa vicenda. Tra uno degli amici di Luca Sacchi - tale Giovanni Princi - e Paolo Pirino, c'è stata una telefonata nei minuti precedenti all'omicidio, a conferma che tra i due gruppi esisteva un qualche tipo di legame.

Questo dato ricavato dai tabulati telefonici dà manforte alla tesi della Procura, secondo la quale le persone presenti davanti al pub John Cabot in zona Appio non hanno ancora raccontato tutta la verità su quanto accaduto.

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