Esplosione Quargnento, il Pm: "Chi l'ha fatto, lo ha fatto per uccidere"

"Il gesto non si inquadra in ripicche di vicinato, ma è ben più grave".

Esplosione a Quargnento

Comincia ad avere contorni sempre più inquietanti la vicenda dell'esplosione nella cascina abbandonata avvenuta a Quargnento, in provincia di Alessandria, nella notte tra il 4 e 5 novembre. Il procuratore Enrico Cieri già ieri aveva spiegato che si è trattato di un atto doloso e chi lo ha fatto voleva far crollare l'edificio, oggi, facendo il punto sulle indagini, ha aggiunto:

"Chi l'ha fatto, lo ha fatto per uccidere"

E poi ha anche detto:

"È chiaro che il gesto non si inquadra in ripicche di vicinato, ma è ben più grave"

Secondo il magistrato il crollo della cascina è stato doloso, ma non solo, perché è convinto anche che chi ha architettato l'esplosione ha anche messo in conto la possibilità che qualcuno restasse ucciso.

Le esplosioni, lo ricordiamo, sono state due, distanziate da circa un'ora di tempo. La seconda è stata la più forte ed è avvenuta quando i pompieri erano già all'opera. Ora i carabinieri stanno ascoltando tutte le persone che possono fornire elementi all'indagine, nel frattempo si è proceduto alla bonifica del luogo, per verificare la presenza di altre bombole.

Le indagini in corso sono dunque per crollo doloso e omicidio plurimo doloso, ma per ora si procede contro ignoti, non ci sono ancora nomi iscritti nel registro degli indagati.

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