USA, dopo 36 anni di carcere tornano liberi tre afroamericani vittime di errore giudiziario

Dopo 36 anni passati ingiustamente in carcere vengono scagionati da ogni accusa e tornano in libertà. Parliamo del caso che sta scuotendo in queste ore le cronache giudiziarie negli Stati Uniti, cioè quello dei tre afroamericani arrestati nel 1983, quando erano degli studenti di liceo, e giudicati colpevoli dell'omicidio di un teenager di Baltimora.

L’adolescente venne ucciso per futili motivi, per rubargli un giubbotto alla moda. Indagini e processo furono sbrigativi per non dire sommari, intrisi di sentimenti razzisti, per un errore giudiziario che ha fatto passare dietro le sbarre più anni di quanti ne avessero trascorsi fino a quel momento fuori ad Andrew Stewart (nella foto con i familiari), Alfred Chestnut e Ransom Watkins che fin dall’inizio avevano gridato alla loro innocenza.

Ora i tre sono liberi ma oltre al danno potrebbero dover subire anche la beffa del mancato risarcimento perché in Maryland le leggi statali in merito non sono chiare: gli indennizzi per ingiusta carcerazione vengono stabiliti in modo discrezionale. Quando il caso è stato riaperto sono venuti fuori i numerosi errori commessi che avevano portato alla condanna all’ergastolo dei tre afroamericani.

A sparare contro il teenager secondo le nuove indagini era stato un altro studente, Michael Willis, poi ucciso durante una sparatoria nel 2002. Stewart, Chestnut e Watkins avevano anche rifiutato la possibilità dello sconto di pena che avrebbe significato ammettere un omicidio che non avevano commesso.

"Oggi non è una vittoria ma una tragedia perché a questi uomini son stati rubati 36 anni della loro vita" ha detto il procuratore di Stato. Anni per i quali i tre potrebbero non essere giustamente risarciti, anni passati in carcere da innocenti che rinfocolano anche il dibattito sulla pena di morte in Usa: secondo un recente sondaggio Gallup per sei americani su dieci l'ergastolo senza sconti è una punizione migliore della pena capitale.

Secondo i dati del National Registry of Exonerations, i neri, che sono il 13% della popolazione americana, sono molto più facilmente vittime di errori giudiziari rispetto ai bianchi, costituendo il 47% di 1900 ingiuste dichiarazioni di condanna (dati dal 1989 al 2016).

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