Ragazze investite a Roma, il testimone: "impossibile evitarle"

Il Messaggero ha intervistato un testimone diretto dell'incidente nel quale hanno perso la vita le due 16enni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Si tratta di Davide Acampora, 20 anni come il suo amico Pietro Genovese, che era seduto in auto accanto al figlio del regista quando le due adolescenti sono state travolte.

Il giovane ha raccontato come una serata tra amici si sia trasformata in una tragedia: "Eravamo appena andati via da una cena a casa di amici al Fleming dove avevamo festeggiato il ritorno di un amico dall’Erasmus. Avevamo bevuto qualche bicchiere di vino, niente di più. Era da poco passata la mezzanotte e avevamo imboccato Corso Francia per andare verso il Treebar al Flaminio. Pietro guidava, io ero seduto accanto a lui e dietro di noi, sul sedile posteriore, c’era un altro nostro amico che al momento dell’incidente però stava mandano un messaggio con il cellulare e dice di non aver visto nulla".

Tutto si è svolto in pochi istanti: "Mentre passavamo davanti a una macchina che aveva rallentato alla nostra destra sono sbucate due sagome. Correvano. Credo volessero scavalcare il guardrail per raggiungere l’altro lato della strada. Ricordo di aver sentito un botto tremendo. E di aver visto una di loro sopra il cofano dell’auto. È successo tutto in una frazione di secondo. Il tempo di renderci conto di quello che era successo e accostare l’auto sulla destra, poco prima della rampa. Non potevamo inchiodare in mezzo alla strada. Dall’incidente al momento in cui ci siamo fermati saranno passati 5-10 secondi".

Il giovane ha spiegato di essere sceso per primo dall'auto per cercare di prestare soccorso: "il corpo di una delle due ragazze per terra, mi sono avvicinato per sentire il battito, non si muoveva. Poco più avanti mi sono accorto che c'era anche l'altra ragazza sull'asfalto. Subito dopo di me sono scesi Pietro ed Edoardo. Le macchine continuavano a camminare, ricordo di aver visto una, forse due macchine investirle di nuovo".

Non sono stati loro a chiamare l'ambulanza: "Qualcuno che aveva assistito all’incidente aveva già chiamato l’ambulanza, io ho chiamato i miei genitori, gli altri anche: eravamo tutti sotto choc". Nonostante l'alcol test abbia inequivocabilmente stabilito che Pietro Genovese avesse un tasso alcolemico pari ad 1,4 grammi per litro, l'amico ha tentato di ridimensionare questo dato di fatto: "Aveva bevuto un paio di bicchieri di vino, ma non era ubriaco o drogato: nessuno quella sera aveva fumato canne".

Il ragazzo non ricorda a che velocità stesse viaggiando l'auto, ma secondo la sua ricostruzione l'amico Pietro non stava correndo: "Non so, ma anche volendo non avremmo potuto correre. Su Corso Francia era appena scattato il semaforo verde e l’auto era ripartita da poco".

Pietro Genovese è stato segnalato due volte per possesso di sostanze stupefacenti, ma secondo il suo amico Davide non sarebbe 'il mostro' del quale tutti stanno parlando: "È vero, una volta gli trovarono una canna in macchina e ogni tanto capitava che andasse un po' veloce, ma non è un pazzo alla guida. E quello che è successo non si poteva evitare. Da quella sera sono uscito di casa solo una volta per andare a trovare Pietro: sta malissimo, piange tutto il giorno, siamo molto preoccupati per lui".

Per il momento nessuno ha ancora contattato le famiglie delle due ragazze. Davide ha spiegato perché non l'ha ancora fatto: "Ci penso tutti i giorni, ma cosa potrei dirgli? Mi dispiace per quello che è successo? Sono distrutto? Da quella sera, io, Pietro ed Edoardo non dormiamo più, non mangiamo più. Ma siamo vivi. Quando me la sentirò la prima cosa che voglio fare è portare una corona di fiori a Corso Francia. Gaia e Camilla avevano solo pochi anni meno di me. È un dramma per tutti".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO