Ragazze investite a Roma, l'avvocato dei Romagnoli: "Sono passate con il verde"

L'avvocato Cesare Piraino, legale della famiglia di Camilla Romagnoli, ha depositato una prima perizia in Procura sull'incidente nel quale ha perso la vita la giovane ragazza insieme all'amica Gaia. L'avvocato ha fatto analizzare il funzionamento del semaforo dell'attraversamento pedonale di Corso Francia, sostenendo la tesi che le due giovani ragazze abbiano attraversato la strada sulle strisce pedonali e con il semaforo verde per i pedoni: "Il semaforo per l’attraversamento pedonale ha una peculiarità obiettiva: non prevede, per avvertire i pedoni dell’imminente sopraggiungere del verde per le automobili il caratteristico ‘giallo per i pedoni’ ma prevede che al ‘verde per i pedoni’, che dura 26 secondi e mezzo circa, segua soltanto un ‘verde lampeggiante’ che dura appena tre secondi e 40, a cui segue repentinamente e immediatamente il ‘rosso’, sempre per i pedoni e contestualmente dopo un secondo circa, sopraggiunge il verde, cioè il via libera, per le automobili della carreggiata".

E ancora: "La circostanza appare determinante sul profilo probatorio poiché se è vero che il giovane Pietro Genovese sia sopraggiunto su quelle strisce pedonali col verde e la macchina a fianco, nel frattempo, si sia fermata per far passare le ragazze, è certo che le stesse abbiano iniziato l’attraversamento pedonale con il verde e che si siano imbattute, subito dopo, nel ‘verde lampeggiante’ e quindi, dopo appena tre secondi e mezzo, nel 'rosso' senza poter fare, loro si, sull’altro che subire la morte".

E infine: "Si chiede conseguentemente di accertare compiutamente la circostanza. Il discorso che si ribadisce si ritiene rilevante ai fini probatori e ciò all’esclusivo fine dell’accertamento della verità".

Avv. Bongiorno: "Basta fiction"

L'avvocato Giulia Bongiorno, nonché senatrice della Lega, è stata invece nominata dai genitori di Gaia von Freymann, l'altra sedicenne investita e uccisa nella notte di sabato 21 dicembre. L'ex Ministra ha lanciato un appello attraverso un'intervista al Corriere della Sera: "I tempi della giustizia non sono veloci come quelli delle notizie, che magari poi vengono smentite. Allora resistete alla tentazione di trattare queste ragazze come i personaggi di una fiction".

E infine: "si va alla ricerca spasmodica di novità, di dettagli a effetto. Proliferano testimoni mediatici che raccontano fatti spesso in contrasto tra loro. E ogni elemento, nonostante le contraddizioni, viene amplificato come fosse la verità. Qui si va alla ricerca dell’anomalia. La tragica fine delle ragazze è talmente dolorosa da indurre a cercare un comportamento anomalo quasi per concludere che ai nostri figli non capiterà perché non sono così imprudenti e allora ogni giorno se ne inventa una".

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