Aiscat: "Non ci sono 200 gallerie autostradali a rischio"

L'Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) ha pubblicato una nota per rispondere alla diffusione di notizie, giudicate allarmistiche, pubblicate su La Repubblica e La Stampa. I due quotidiani hanno reso noto il contenuto di un documento redatto dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, inviato alla direzione generale del ministero delle Infrastrutture, ad Aspi, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e a tutti i Provveditorati alle Opere pubbliche d’Italia.

In questo documento si segnalava la presenza di "105 gallerie a rischio, sparse su tutta la rete autostradale gestita da Aspi" e di "un'altra novantina in carico ad altre concessionarie".

Aiscat ha risposto a questa notizia sostenendo apertamente che "non ci sono 200 gallerie a rischio" nella rete autostradale italiana. L'associazione delle concessionarie ha infatti "ritenuto doveroso chiarire che è profondamente sbagliato e fuorviante collegare i ritardi nell’adeguamento alla normativa europea con qualsiasi problema di sicurezza strutturale delle gallerie stesse. Gli interventi di adeguamento alla normativa Ue riguardano infatti sia misure gestionali sia l’aggiornamento di impianti di servizio interni alle gallerie, ma non attengono in alcun modo alla sicurezza statica delle stesse".

Gli interventi di adeguamento sono stati condotti e si continuano "a realizzare in costante raccordo con la Commissione Permanente per le Gallerie, ossia l’autorità amministrativa competente istituita presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti".

Le istituzioni, sottolinea Aiscat, "hanno avuto un’interlocuzione continua con la Commissione Europea per rappresentare lo stato dell’arte e condividere un aggiornamento delle tempistiche fissate dalla norma, in virtù del considerevole impegno richiesto a tutti i gestori, tanto Società concessionarie quanto Anas. Proprio per questo il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a inizio 2019, aveva cercato di condividere con Bruxelles un aggiornamento delle tempistiche necessarie per la conclusione dei lavori, anche in virtù delle azioni di riduzione dei rischi e di tutte le misure compensative ed integrative messe in atto per tempo dai concessionari italiani".

Infine, in riferimento ai ritardi nell'adeguamento alla normativa, Aiscat ha voluto sottolineare come la peculiarità del territorio italiano faccia sì che nel nostro Paese sia presente "ben il 50% delle gallerie dell’intera Unione Europea e che ciò rende necessario per il sistema Italia un impegno di gran lunga maggiore rispetto agli altri Paesi".

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