Coronavirus 2019-nCoV. Cosa sappiamo e cosa sta succedendo in Cina

Il nuovo misterioso coronavirus che ha iniziato a diffondersi a partire dalla città cinese di Wuhan e che per il momento viene identificato con la sigla 2019-nCoV, sta destando non poca preoccupazione in tutto il Mondo.

Il contenimento del coronavirus è stato piuttosto tempestivo - almeno rispetto alla SARS nel 2012-2013, quando il governo cinese informò ufficialmente World Health Organization a mesi di distanza - ma dal momento in cui è avvenuta l'identificazione migliaia di persone potenzialmente a rischio avevano già lasciato la città di Wuhan.

Abbiamo provato a fare il punto della situazione al 24 gennaio 2020, ricordando ai lettori che le informazioni sul coronavirus sono ancora frammentarie e tutte le valutazioni fatte fino a questo momento potrebbero cambiare col passare delle ore e dei giorni.

Coronavirus 2019-nCoV: i casi confermati nel Mondo

Al 24 gennaio 2020 sono più di 900 le persone colpite dal coronavirus 2019-nCoV in tutto il Mondo. La maggior parte dei casi accertati si trovano in Cina, a cominciare dalla città di Wuhan da cui il virus ha iniziato a diffondersi negli ultimi giorni del 2019. 549 le persone ancora ricoverate nelle strutture ospedaliere di Wuhan, ma decine di casi sono stati verificati anche nel resto della Cina orientale e singole infezioni sono arrivate anche in zone più remote come la regione di Xinjiang al confine col Kazakistan e quella di Heilongjiang al confine con la Russia.

Al di fuori della Cina sono stati registrati 2 casi negli Stati Uniti - uno a Chicago e uno nello stato di Washington - e 5 in Thailandia, ma anche uno a Taiwan, due in Giappone, 2 in Vietnam e due in Corea del Sud. E due casi sono stati accertati anche in Francia.

A confermare i due casi negli Stati Uniti su 50 sospetti e ancora in corso di verifiche è stato il Center for Disease Control and Prevention (CDC) nel corso di una conferenza stampa odierna. Le verifiche almeno negli Stati Uniti stanno procedendo lentamente: tutti i campioni prelevati devono essere analizzati ad Atlanta e ogni test richiede tra le 4 e le 6 ore.

I due pazienti ricoverati negli Stati Uniti sono stabili e le autorità ospedaliere stanno monitorando da vicino anche i loro familiari, che al momento non avrebbero mostrato segni compatibili col coronavirus. Entrambi i pazienti, ritornati da Wuhan nei giorni scorsi, si sono presentati spontaneamente in ospedale dopo aver manifestato i primi sintomi.


Coronavirus 2019-nCoV: le morti accertate

Ad oggi, 24 gennaio 2020, sono 26 le morti confermate a causa del nuovo coronavirus, 24 delle quali avvenute nella provincia di Hubei, quella in cui si trova la città di Wuhan da cui sarebbe partita l'epidemia.

Due morti, però, sono state registrate al di fuori di quello che ad oggi è considerato il centro dell'epidemia. Un paziente è morto nella provincia di Hebei, a quasi mille chilometri a nord di Wuhan, mentre un secondo paziente è deceduto nella provincia di Heilongjiang, al confine con la Russia e a oltre 2.400 chilometri da Wuhan.

La vittima più giovane fino a questo momento è risultata essere un uomo di 36 anni, ricoverato in ospedale il 9 gennaio scorso.

Coronavirus 2019-nCoV: quali sono i sintomi

I sintomi del nuovo Coronavirus 2019-nCoV sono gli stessi di una comune influenza, almeno all'inizio: febbre, tosse e difficoltà respiratorie, ma anche mal di testa e un malessere generale. Nei casi più gravi l'infezione può provocare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e infine la morte.

A questo indirizzo trovate le informazioni diffuse dal CDC negli Stati Uniti. Qui, invece, le indicazioni del Ministero della Salute.

Coronavirus 2019-nCoV: dove si è originato


Non è ancora stato accertato quale sia l'origine del coronavirus 2019-nCoV, ma sembra invece confermato che proprio come accadde con la SARS, questa nuova epidemia sia iniziata in un mercato umido, un mercato all'aperto in cui vengono venduti carne e pesce freschi. Tutti gli indizi puntano verso il Huanan Seafood Market di Wuhan, chiuso al pubblico dal 1° gennaio dopo i primi casi di infezione.

Lì, senza una vera regolamentazione, veniva venduta carne fresca di qualsiasi tipo e di qualsiasi provenienza, sia legale che illegale. In molti casi gli animali venivano uccisi in loco in pessime condizioni igienico-sanitarie. Sembra acclarato che il virus sia arrivato all'uomo dagli animali, ma certezze sulla tipologia di animali ancora non se ne hanno. Si è parlato di serpenti e pipistrelli come veicolo del virus, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

Coronavirus 2019-nCoV: come si diffonde

Il Coronavirus 2019-nCoV, al pari di altri coronavirus già noti, si trasmette da persona a persona attraverso la saliva, tossendo e starnutendo, ma anche attraverso il contatto diretto personale, ad esempio toccando una superficie contaminata dal virus e poi portandosi le mani sulla bocca, sul naso o sugli occhi.

Coronavirus 2019-nCoV: che estensione potrebbe avere l'epidemia?

È difficile, se non impossibile, ipotizzare quanto potrebbe estendersi l'epidemia nel corso delle prossime settimane. Si conosce ancora molto poco di questo nuovo coronavirus e sulla base delle informazioni attuali si stima già che i casi potrebbero essere fino a dieci volte più numerosi di quelli già accertati.

Lo rivelano le stime dei ricercatori della Northeastern University e dell'Imperial College di Londra, secondo i quali i casi di coronavirus potrebbero essere circa 6mila soltanto a Wuhan. Si tratta appunto di stime che saranno viste al rialzo o al ribasso col passare delle ore, man mano che si acquisiranno maggiori informazioni sul virus.

Secondo una previsione fatta dal dottor Jonathan Read della Lancaster University, esperto di trasmissione e delle dinamiche evolutive delle malattie infettive, entro il 4 febbraio 2020 il numero delle infezioni nella sola zona di Wuhan potrebbe toccare quota 351,396. Si tratta di una stima che tiene conto della situazione attuale dei trasporti interni alla Cina, già oggi ben più limitati rispetto a ieri.

Coronavirus 2019-nCoV: c'è una cura?

La risposta è no. Al momento non esistono cure o vaccini per sette ceppi umani di coronavirus, incluso il nuovo ceppo 2019-nCoV. Quello che si può fare è fornire cure di supporto ai vari organi del paziente fino a quando il sistema immunitario dello stesso riesce a rendere innocuo il coronavirus.

Coronavirus 2019-nCoV: cosa sta facendo la Cina per limitare l'epidemia?


Gli sforzi della Cina per contenere la diffusione del Coronavirus sono senza precedenti, soprattutto in vista del capodanno cinese, l'evento più atteso dell'anno per tutti i cittadini cinesi che possono prendersi una pausa dal lavoro e spostarsi in massa in giro per il Paese.

L'intera provincia di Hubei è in quasi totale isolamento. Per la città di Wuhan e altre 12 città della provincia sono stati sospesi tutti i collegamenti aerei, ferroviare e su serada, ma anche metropolitane e traghetti. Almeno 36 milioni le persone coinvolte da questo blocco nella sola provincia di Hubei, ma importanti limitazioni sono in corso di applicazione anche nelle zone in cui le infezioni sono state accertate.

Più in generale anche nel resto della Cina si stanno limitando il più possibile le grandi concentrazioni di persone. Le celebrazioni del capodanno cinese sono state già sospese a Pechino, Hong Kong e Macau. A Pechino è stata disposta la chiusura immediata della Città Proibita, dello stadio nazionale e parte della Grande Muraglia Cinese alle porte della città. Anche il Disney Resort di Shanghai è stato chiuso fino a nuovo ordine.


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