Coronavirus 2019-nCoV, l'Istituto superiore di sanità: "Nessun rischio da persone, cibi o merci cinesi"

Con l'arrivo del Coronavirus 2019-nCoV anche in Europa - tre i casi confermati in Francia - e le immagini che ci vengono trasmesse delle città cinesi in isolamento per limitare la diffusione dell'epidemia, è facile farsi prendere dal panico e le fake news che stanno già iniziando a circolare non fanno che peggiorare la situazione.

Se è vero che non esiste una cura per il nuovo coronavirus, così come per gli altri coronavirus già noti dagli anni '60 ad oggi, è altrettanto vero che la mortalità legata al 2019-nCoV è bassissima e spesso legata a condizioni mediche pre-esistenti. Anche per questo motivo l'Istituto Superiore di Sanità ha ritenuto opportuno fare un po' di chiarezza e tranquillizzare i cittadini italiani:

La situazione è fortemente controllata a livello internazionale: a partire dall'Oms, dalla Commissione europea, fino all'Italia e alle singole Regioni del nostro Paese, tutti sono attivati per gestire nella maniera più tempestiva possibile questo tipo di rischio.

L'ignoranza fa enormi danni anche in casi come questo e prima di intasare gli ospedali e i pronto soccorso per un semplice colpo di tosse, il Presidente dell'ISS Silvio Brusaferro ha pubblicato un video su YouTube in cui precisa che in Italia al momento il rischio di contrarre il virus è pressoché inesistente:

Le persone a rischio sono considerate i cittadini che, negli ultimi 15 giorni, si sono recati nelle zone a rischio della Cina e che manifestano una sintomatologia simile a infezioni delle alte vie respiratorie, come febbre, tosse e altri disturbi simili. [...] È importante che chi proviene da questi luoghi, nei 15 giorni successivi all'uscita dal contesto cinese, verifichi che non si manifesti questa sintomatologia. In tale caso si devono rivolgere alle strutture sanitarie.

Chi non rientra in questa ridottissima categorie di persone può dormire sonni tranquilli e continuare a frequentare ristoranti cinesi ed acquistare prodotti in arrivo dalla Cina:

La comunità cinese che vive in Italia è una comunità che, appunto, risiede in Italia, mentre le persone a rischio sono quelle che sono state nelle zone interessate della Cina negli ultimi 15 giorni. Attualmente non abbiamo evidenze che il coronavirus si trasmetta attraverso il cibo o per via alimentare o anche da oggetti inanimati come giocattoli, vestiari o altri tipologia di materiale.

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